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UN VISITOR AL MESE!
Arrivano su gigantesche astronavi, sembrano in tutto per tutto simili agli umani e, malgrado la sospetta estetica di stendardi e uniformi (una variazione nazistoide della classica couture spaziale alla Star Trek), si dichiarano completamente amichevoli. Stringono legami con la politica e l'industria, lanciano efficienti campagne di assimilazione culturale, manipolano i sistemi di comunicazione di massa e obbligano l'élite scientifica e intellettuale a scegliere tra il collaborazionismo e la persecuzione.
Quando le loro vere intenzioni vengono a galla, i Visitors hanno già preso il potere, ma forse non è ancora troppo tardi... forse qualche coraggioso è ancora disposto a rischiare la vita per il bene di tutti. E poi l'ingordigia di una sedicente specie superiore intenzionata a prosciugare le risorse di questo pianeta e a industrializzare la trasformazione in cibo altri esseri senzienti è esattamente il tipo di cosa che manda in bestia gli umani, lo sanno tutti.
Andata in onda per la prima volta negli stati uniti nel 1983, V è l'evoluzione in salsa aliena di un progetto originale di Kenneth Johnson, già padre dell'Incredibile Hulk con Lou Ferrigno, inizialmente intenzionato a scrivere una trasposizione televisiva di It can't happen here.
Il setting dell'invasione aliena, prescelto per cavalcare il trionfo del terzo capitolo di Star Wars, ha consentito ai Visitors di importare sul piccolo schermo le emozioni gigantesche della fantascienza, canalizzando un incredibile sforzo produttivo nella messa in scena di un prodotto spettacolare e torvo, strapieno di scene d'azione, rettili cannibali e schifida manducazione di sorci vivi.
L'eccezionale e meritato successo di pubblico delle prime due miniserie (V e V - The Final Battle ) ha poi permesso ai Visitors di tornare in pompa magna già l'anno successivo, con una serie di 19 puntate a programmazione settimanale e non senza qualche significativo mutamento di toni e contenuti.
Le miniserie di Johnson si concentrano soprattutto sul perfezionamento dell'analogia tra invasione aliena e instaurazione di un regime autoritario, proponendo senza troppe concessioni al disimpegno mainstream sviluppi drammatici sulle ripercussioni sociali de dispotismo, a volte in toni anche molto tetri e indigesti (penso per esempio alle vicende della famiglia Bernstein, con particolare riferimento all'azione corruttrice del potere sul giovane e volubile Daniel).
Anche l'attualità politica si insinua nel discorso, soprattutto attraverso i colloqui tra Donovan e Ham Tylor (un durissimo M. Ironside), rispettivamente giornalista investigativo e ambiguo mercenario. La stessa apertura di V è altamente indicativa in tal senso: la prima nave aliena che ci viene mostrata troneggia infatti su uno scenario salvadoregno e appare al culmine di una già concitata scena di guerriglia.
Ben meno sensibile è la prospettiva ambientalista, che pure avrebbe trovato buoni appigli nel plot, ma erano proprio altri tempi. Basti pensare al fatto che V – The Final Battle, si chiude sull'immagine degli eroi americani che, acclamati dal mondo tutto, festeggiano allegramente una vittoria conseguita grazie all'impiego di micidiali armi batteriologiche. Potrei sbagliarmi, ma credo proprio che nelle nuove e ormai imminenti avventure dei Lucertoloni non vedremo nulla di simile.
V - The Series , portata avanti senza Johnson, si discosta dalla struttura asciutta e dalle intenzioni didascaliche delle miniserie originali, per lasciare spazio a caratteristiche più commerciali.
Proliferano i subplot romantici che, al pari dei colpi di scena, vengono spesso condotti con schiette inflessioni soap: penso, per dirne una, alla puntata in cui Robin e sua figlia, la starchild Elizabeth, mettono gli occhi sullo stesso motociclista bonazzo, oppure al ritorno di Frank Ashmore, che dopo la morte del suo personaggio Martin (leader della Fifth Column nelle Miniserie) ricompare nelle vesti del gemello Philip per andare a ricoprire un ruolo quasi identico. Anche gli intrighi sulla nave aliena assumono sfumature vagamente Dynasty, come nel caso delle vicende legate al matrimonio di Diana e Charles (memorabile il banchetto nuziale, nel filmato in coda al post), ma soprattutto si impenna il sex appeal dei cattivi.
Spicca in questo senso la vera superstar della serie: la perfida Diana, del cui lussurioso arrivismo già sapevamo all'epoca di Johnson. La rapida ascesa al rango di icona di questo indimenticabile personaggio si deve all' avvenenza di Jane Badler, debitamente spettacolarizzata dai costumisti, alla felice ibridazione di almeno tre stereotipi negativi (mostro alieno, mad doctor, dark lady) e soprattutto al fatto che si tratta di un villain malvagio come pochi altri. Anche a paragone di compari e avversari veramente bastardi, Diana resta sempre la stronza definitiva, la più cattiva di tutti.
Come capita spesso, il fronte dei buoni è assai meno interessante, ma il pubblico si è affezionato molto anche al personaggio del giovane Robert Englund: Willie, il Visitor vegan che fino all'arrivo di Oswald ha sostenuto in solitudine l'elemento comico della serie. (ora che ci penso, sempre per la serie “altri tempi”, in una trentina di episodi ci sono solo due personaggi volutamente buffi: il fricchettone-vegetariano e l'esteta-effemminato.)
Per parlare in dettaglio dei personaggi, comunque, ci sarà spazio nella nuova e frizzantissima rubrica “Un Visitor al Mese”, che ho deciso di inaugurare per presentare ai gentili depravati che leggono un lucertolone vintage ogni trenta giorni, prima che l'avvento dei nuovi Visitatori provi a soppiantare nell'immaginario collettivo i volti dei vecchi, meravigliosi antieroi.
Intanto raccomando a grandi e piccini l'acquisto dei tre confanetti Warner con l'intera saga e mi permetto un avvertimento preliminare per chi intendesse accettare il consiglio: sappi, o tu che ti accingi a riesumare questo vetusto cult generazionale, che gli alieni parlano in inglese tutto il tempo, anche fra loro, che si comportano come se non fossero in grado di distinguersi uno dall'altro quando sono senza maschere e tendono a tenersele addosso pure mentre scopano. Se non sei in grado in tollerare tutto ciò senza gridare alla cazzata-pazzesca lascia direttamente perdere i Visitors, che tanto non te li meriti.





























