losteyeways in I PICCOLI PIACERI DE...
losteyeways in I PICCOLI PIACERI DE...
Faus74 in TORNERO'
demonglam in TORNERO'
losteyeways in TORNERO'
Deeproad in DEADGIRL
Faus74 in TORNERO'
demonglam in LOBO - IL FILM
anti eroi e altri eroiarte del noleggio
arte dello zapping
b come bellissimo
bare vergini e dentacci
botte da orbi
cazzata pazzesca
cult del futuro
fondazione henenlotter
glamorama
gory discount
gory indie
gory music
hasta la frusta
i film più belli del mondo
il film più brutto del mondo
japputrefazione
leggende
lon chaney
maledetti francesi
maschioni
mostre
mostri classici
mostri grossi
nerdate
polemiche per gente brillante
post che si autodistruggeranno
revenge
richard benson
sanguemmerda
satanasso
save the vamp
scar wars
secoli bui
surf bloggers must die
tod browning
tortura e disgusto
un visitor al giorno
voglio sposare klaus kinsky
we accept you one of us
zombie zombie zombie
ogginovembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
Guest Stars
Adam West
Andreas Schnaas
ArakiNobuyoshi.com
Beware the Beast
BigKugles.com
BiteMe Magazine
Bloody Disgusting
BMezine
Bob Flanagan
Brightlightsfilm.com
Britishhorrorfilms.co.uk
Bruce Campbell
Bubba Ho-Tep!
Cannibal! The Musical
Carnivà le
Charles Atlas.com
Classic Polish Film Posters
Culturisti Vintage
Danny Trejo - Champion
Danny Trejo - Myspace
De Profundis
Dead Creatures
Demoni e Dei
Devoured by Demons
Elvira - Mistress of the Dark
Europa Film Treasures
Exxagon.it
George "The Animal" Steele
George Foreman
Gli Addams
Grazie di tutto Russ Meyer
Guida on line a K. Kinski
Guinea Pig
Hershell G. Lewis
Hostel Game
Hulk Hogan
I fratelli Bunker
I Munsters
Ich brauche Liebe
Il cilicio!
Jami Deadly
Joe D'Amato Horror Festival
Joseph Merrick Tribute Website
Kinski's final interview
Koroshiya 1
L'oroscopo di Brigitte Lahaie
Le sculture di T. S. Kuebler
Leatherface
Lo Schermo Velato
Lon Chaney Puppet
Marebito
Masters of Horror
Mermaid in a Manhole
Midnight Eye
Muhammad Ali
Off Screen
Polish Posters Shop
Richard Benson
Richard Militia
Robert Englund
Sanguinarius.org
Slayer
Splatter Container
Takena Nagao
The Day After
The Monster Show
The Unknown
The Unknown - video
Tom Savini
Troma
Trubeverage.com
Tura Satana
Un Brutto Quarto d'Horror
Unearthed Films
Untrated - cinema of the eXtreme
Vamp
Vampira - The Movie
Vampira's Attic
VHEMT
Waters
Wes Craven
White Zombie
Zombie Farm
Zombie Pinups
Satan's Sadists
bologosfera degenere...
Antropophagus
Blog - il fluido che uccide
B Movies
Caina
Captain Strange Vault
Fascination Cinema
La Tavia Tovarich
Sborror
Teatro dei Vampiri
The Jigsaw's Grave
Odorama
Orlok cafe'
Peeping Tom
Tre Rose
...anche con i sottotitoli!
Blonde Zombies
Erotrash
Frankensteinia
Gay of the Dead
Mandra
Hammer and Beyond
I'm in a Jess Franco State of Mind
The Groovy Age of Horror
The Kinski Files
The League of Tana Tea Drinkers
Zines
Zombie-A-GoGo
Peeping Tommies
blog che il cinema
Cineblabbers Connection
F 4 Fake
Friday Prejudice
Non si sevizia un Caligari
Sarah the hutt
Seaweeds
Stilgar
Surf Bloggers Must Die!
psicotici, complici, favoreggiatori
Agony Column
Amneria
Antares 666
Demonglam
Di cronache e libero pensiero
KiLL dEEP
Mr. Peter Pain
Pervertigo
Richard Blog - Il Simposio del Metallo
Rosa Sadico
Rosa Sadico vol.II
Rosso Cupo
Stracult
Tabbo
Venere in Forse
Vladimir Peluria
"meno di zombi"
animalismo/antispecismo
Anti-Vegetarian Society of Meat Eaters
Chiudere Morini
Equivita
HLS
Lasciala a Leatherface
Meet your Meat
No Vivisezione
Oltre la specie
Vegan Blog - ricette veg
Veganzetta
Vivere Vegan
DITE UN PO' QUELLO CHE VI PARE MA ALMENO LLOYD KAUFMAN È UN PROFESSIONISTA
Apro un post, in costante aggiornamento e assolutamente aperto a eventuali contributi, sui luoghi comuni che girano sull'horror. Lo apro così, per il puro piacere di vederli tutti in fila, cominciando senza metodo dai primi che mi vengono in mente.
Ovviamente non sono tutte vaccate (come fa un luogo comune a diventare un luogo comune?) e altrettanto ovviamente qualcuno devo averlo pronunciato anche io, cosa di cui non sempre mi vergogno a morte del resto.
Se, come spero, i gentili depravati che leggono dovessero avvertire l'incoercibile urgenza di integrare la lista, i commenti sono lì per questo. Garantisco un'onorevole citazione e un banner di Maurizzzio (la mascotte della rubrica) in dono a chiunque abbia il buon cuore di partecipare alla redazione del Grande Elenco.
Inestimabile incentivo, nevvero?
- Dario Argento ormai ha detto tutto
- Il Torture Porn non durerà
- Ah, i bei classici di una volta! quando bastava un'ombra inquietante per suggerire il terrore!
- Uwe Boll è il peggior regista del mondo e chi lo nega è un fighetto con gli occhiali spessi
- Uwe Boll è il miglior regista del mondo e chi lo nega è un fighetto con gli occhiali spessi
- Twilight è una merda
- Twilight è una merda, ma per motivi molto più intellettuali e sofisticati di quelli che pensate voi
- Lars Von Trier è sopravvalutato
- Peter Jackson non è più quello di una volta ( e grazie al cazzo)
- Ma insomma, basta con questi remake! Sono frettolosi, banalizzanti e incrinano la fulgida superficie dei miei occhiali spessi!
- Cannibal Holocaust è crudele perchè un film non è un buon motivo per maltrattare gli animali (mentre invece il Topexan sì)
- Pascal Laugier è un genio e chi lo nega è un moralista
- Pascal Laugier è una merda e chi lo nega è un figliodipapà fintotrasgressivo
- Oh come odio l'estetica del videoclip!
- Rob Zombie è sopravvalutato
- Marcus Nispel si può guardare fino a dodici anni
- I soliti guru del fandom...
- La solita critica ufficiale spocchiosa e miope...
- Come sempre la distribuzione italiana...
- Un film estremo come [ please - insert - overhyped - french - movie - title - here ] non arriverà mai nelle sale italiane!
- La variante due mesi dopo: Sorprende che un film estremo come [ please - insert - overhyped - french - movie - title - here ] sia arrivato nelle sale italiane...
- La variante due mesi dopo, ma più spocchiosa: Sorprende che un film estremo come [ please - insert - overhyped - french - movie - title - here ] sia arrivato nelle sale italiane, comunque devo dire che mi aspettavo di più...
- Questa deriva action...
- Questa deriva emo...
- Questa deriva torture porn...
- Questa deriva...
- Questa stolida adorazione del trash...
- La variante, dieci anni prima: Questo meritorio recupero del cosiddetto trash...
- Gli anni ottanta, purtroppo, non torneranno (e grazie al cazzo 2)
- L'horror orientale ormai ha detto tutto
- Questo noioso citazionismo...
- La variante dieci anni prima: questo delizioso citazionismo...
- Tarantino è sopravvalutato
- Ti piace solo perché non hai già visto l'edizione integrale danese di Oscuro Film Cingalese del 1997. Lì, in pratica, c'era già tutto il discorso su postmodernità e necrosadismo che, diciamocelo pure, oggigiorno ha anche fatto il suo tempo .
- Lo seguo da quando non lo conosceva nessuno
- La variante (ancora) più spocchiosa: Lo seguo da quando non lo conosceva nessuno, ma tanto adesso Hollywood lo cannibalizzerà
- Potrebbe sembrare il solito filmetto per ragazzini, ma basta essere laureati in filologia germanica per cogliere il magniloquente parallelo con...
- Hostel è solo chiacchiere e distintivo
- Finalmente un film che mostra!
- Finalmente un film che suggerisce!
- Questi vampiri di oggi, tutti un po' frufrù... (quelli di prima, notoriamente, avevano i brufoli e il culo grosso)
- Le finte soggettive hanno fatto il loro tempo
- Il montaggio ipercinetico ha fatto il suo tempo
- La chiarissima metafora politica di Romero...
- Quei buffi ingenuotti che ancora cercano metafore politiche in Romero...
- Romero non è più quello di una volta ( e grazie al cazzo 3)
- Calvaire, quello sì che è un film!
- La variante due mesi dopo, quando lo hanno visto anche gli altri: Sì, Calvarie, interessante, visivamente splendido, ma se vogliamo anche un po' elementare...
- L'ultimo Argento sarà rivalutato
- Questa gente che è rimasta a Takashi Miike... (e uccidiamoli, no?)
- L'horror è eversivo
- L'horror è conservatore
- L'horror in generale è eversivo, ma lo slasher in particolare è reazionario
- Il Remake non è mai bello come l'orginale (Poggy)
- Deadgirl è misogino
- La variante: Deadgirl è misogino e lo posso asserire anche senza averlo visto perché tanto si capisce dalla locandina
- Una volta gli horror si facevano con pochi soldi ma tante idee (Losteyeways)
- Nel resto del mondo si producono un sacco di film horror (anche in pakistan!), in Italia no! (Il Demone)
- Per guardare August Underground ci vogliono i coglioni (Enjoy The Abuse)
... e non finisce qui.
La prima medaglia di Maurizzio va a Poggy, per averci ricordato che "il remake non è mai bello come l'originale".
Losteyeways ci invita a non dimenticare i pochi soldi e le molte idee del cinema di una volta: medaglia!
TENTACLE SWALLOWING ECSTASY
Tentacle Swallowing Ecstasy è un porno giapponese che fonde i sottogeneri tentacle rape e vore, mettendo in scena il colpo di fulmine tra la star del settore Maria Ozawa e un improbabile mostro gommoso, inaspettatamente comparso in una stanza di ospedale durante il turno di notte della nostra eroina.Il suddetto mostro, animato abbastanza approssimativamente da ricordare ai cultori del so bad it's good la piovra avvinta al povero Lugosi in Bride of the Monster, è una divertente ibridazione tra l'alieno di Possession (A. Zulawski, 1981) e la pianta carnivora de La piccola bottega degli orrori (F. Oz, 1987). L'essere di Tentacle Swallowing Ecstasy riflette appunto gli appetiti di entrambe le creature, offrendo alla signora Ozawa il tipo di esperienza con cui la piovra di Rambaldi deve aver sedotto a suo tempo la fulgida e nevrotica Isabelle Adjani, per poi inghiottirla come avrebbe fatto l'ingorda Audrey, il tutto in uno strano clima di appiccicoso romanticismo.
Il film soffre molto della durata eccessiva e di una ripetitività petulante che probabilmente risponde alle esigenze commerciali del genere, ma resta nettamente superiore a tutti i porno recenti che mi è capitato di vedere per inventiva, realizzazione, spunti comici e precisione dell'immaginario porco di riferimento.
Per recensire Tentacle Swallowing Ecstasy non posso usare in buona fede quelle espressioni cui si ricorre per tradizione quando ci si imbatte di qualcosa di piccolo, strano e con i sottotitoli ("capolavoro povero", "gioiellino misconosciuto", "cult", e chi più ne ha più ne metta). Tuttavia mi ha colpita parecchio perché oppone un testo divertente e ossessivo ai due problemi principali che fanno del porno mainstream una roba fondamentalmente impotabile per chiunque non sia particolarmente interessato ai coiti in dettaglio: la mancanza di un assetto estetico, magari non pretenzioso ma almeno minimamente sensibile, e l'assenza di un vero discorso sul sesso, sorprendente eppure ostinatissima nell'unico filone che trova nella sessualità il proprio esclusivo oggetto di indagine.
Poi per carità, magari questa piccola storia di tentacoli e liquami non è niente di così speciale e sono semplicemente capitata male io con le precedenti esperienze nel VM18, ma nel dubbio mi faccio comunque un dovere di segnalarlo agli amici.
C'ERAVAMO TANTO AMATI
Io ho trovato veramente interessante Jenifer, e il plot di Pelts mi è piaciuto. Probabilmente dipende anche da questioni personali, da un generico debole per personaggi sfigurati e contrappassi eco- vengeance, ma penso che la successiva produzione di Argento rappresenti un passo indietro rispetto al suo contributo ai Masters of Horror: un ritorno a progetti indecisi, incoerenti, lacunosi, sospesi tra la tentazione di inaugurare un nuovo stile e quella di confortare i fan immarcescibili con qualche citazione dal passato. Da una parte lo capisco pure: da quasi venticinque anni i suoi film vanno in pasto a una platea diffidente e sfiduciata, morettianamente intenta a supplicare: “Di' qualcosa di argentiano, Dario, di' qualcosa di argentiano!”Resta il fatto che delle sue cose posteriori a Opera, con la parziale eccezione dei mediometraggi sopra citati, non mi piace nulla, proprio nulla. E vabbè, questa è opinione mia. Potrei pure argomentare, ma non è quello che mi interessa fare adesso. Il piatto del giorno è: gli italiani che commentano l'ultimo Dario Argento in Internet.
Tralasciando una frangia minoritaria di critica professionista o semiprofessionista, dell'Argento recente dicono bene solo i fan dichiarati. Non parlo di soggetti che digitano con il bavaglino da leccaculo al collo, ma di ammiratori autentici, persone che amano Dario Argento in modo puro, disinteressato e tuttavia davvero troppo incondizionato per guadagnare credibilità agli occhi di chi non condivide lo stesso affetto.
Poi ci sono i detrattori. I detrattori italiani di Dario Argento non sono cattivi: sono cattivissimi. Spietati, assetati di sangue, non si fermano davanti a nulla, si abbandonano alla derisione selvaggia, al colpo basso, all'invettiva rancorosa. Sfottono, ghignano, offendono, fanno allusioni al gossip sulla figlia.
Sentir parlare dell'ultimo Argento in modo un po' distaccato, sinceramente critico, è davvero raro. Questo succede perché, per i cinefili italiani, Dario Argento non è un regista ma un amore. Per alcuni è ancora il marito brillante e infallibile della luna di miele, l'insaziabile amante con la tartaruga, per altri è l'odiato ex imborghesito e cretino, panzone, eiaculatore precoce, che non ne combina una giusta dall'estate del 1985. E' difficile disapprovare con misura qualcuno che è stato così importante.
La rabbia contro Dario Argento è appunto quella personale e feroce dell'innamorato deluso, che si scopre insofferente non solo ai nuovi difetti di un convivente troppo cambiato dal tempo, ma anche alle piccole abitudini risapute, sue da sempre, improvvisamente rese intollerabili dalle dinamiche della disaffezione. Questo rapporto velatamente passionale tra Argento e i suoi spettatori italiani è ulteriormente inasprito dal fatto che praticamente, a parte lui, nessuno in questo paese riesce a mandare nelle sale un film di genere. Ai fan dell'horror, bisogna capirlo, l'isolata sopravvivenza di Argento in una scena altrimenti desertica suggerisce l'astio ispirato dal privilegio immeritato.
Di fatto, questo miscuglio di sensata delusione e visceralità romantica ha prodotto e normalizzato una parzialità invereconda nelle conversazioni internettiane intorno a Dario Argento.
La settimana scorsa, il boss di Bloody-disgusting.com, Mr. Disgusting, ha pubblicato tre stills da Giallo, aggiungendo un commento che qualunque visitatore italiano avrebbe vissuto come perfettamente normale e che suonava pressappoco così: “Quelli tra voi che sono rimasti delusi da La terza Madre si preparino a un'incazzatura ben peggiore perchè si dice in giro che Giallo è orrendo”.
A poche ore dall'infelice uscita, Mr. Disgusting aveva già addosso una ventina di utenti indignati dalla pratica, oggettivamente opinabile in un sito che da molto tempo ha dismesso il profilo dell'amatorialità, di smerdare un film senza averlo visto, riferendo con disinvoltura i venticelli anonimi delle strade (invece di limitarsi, non ho capito nemmeno io perché, a un sobrio link verso Variety). Ebbene, i feedback più gentili che gli sono arrivati affondavano perfide deduzioni sul mancato acquisto, da parte dell'ufficio marketing di Argento, di “merdose, irritanti pubblicità flash” su Bloody-disgusting.com, sottolineavano criticamente la promozione di altri prodotti discutibili come Twilight o minacciavano offese migrazioni verso Stillshocktillyoudrop.com.
Come tutti quelli che navigano il world weird web, anche io sono sempre stata combattuta tra la sana antipatia per il vezzo di aggredire siti di quel tipo con l'infallibile argomento populista “fate le marchette a chi vi compra lo spazio” e un' altrettanto sana dose di diffidenza per il meraviglioso mondo dei banner a rotazione e degli accrediti. C'è pure da dire che sfornare aggiornamenti quotidiani e fare newsmastering a manetta è un lavoro su cui vien facile pisciare svaccati sul divano del lato utente o dall'alto di un blog “indipendente” da un post al mese. A me sinceramente Bloody Disgusting va bene così com'è: ci vado quasi tutti i giorni a cercare news e ce le trovo sempre, fresche fresche, sintetiche e sempre aggiornate. Poi magari il commentone articolato ed eccentrico me lo vado a cercare su qualche sito di fiducia, quasi sempre italiano e molto spesso anche amatoriale, ma intanto un'occhiata quotidiana alle novità non me la leva nessuno. Scusate tanto se è poco.
Il punto non è la polemica sulla deontologia editoriale del portale, sicuramente esacerbata da chissà che faida internettiana, ma il casus belli che l'ha innescata. Gli horrorofili di quelle parti, se insinui che “tanto il prossimo di Dario Argento farà cacare”, si incazzano “perché non hai diritto di giudicare senza aver visto”. I cinefili italiani, davanti a un post dai toni similmente scettici, anche se molto più corretti (Cineblog critica solo il trailer e la locandina italiana, ovvero cose fruibili tanto dall'autore del pezzo quanto dai suoi lettori), rincarano la dose e prevedono con veemenza la solita sola.
Insomma, fermo restando il diritto di ciascuno a sentirsi sfiduciato se un autore ha troppo a lungo disilluso le sue aspettative, mi è venuto il dubbio che noi ex-fan di Argento ci stiamo semplicemente comportando in modo scorretto. Comprensibile, giustificabile, ma scorretto.
Bisogna smetterla, un po' perché non è giusto, un po' perché altrimenti prima o poi diventerà simpatico come Uwe Boll. Vabbé che non ha l'aria di essere altrettanto minaccioso sul ring, ma io mi sono comunque ripromessa di andarci più cauta con le sentenze pregiudiziali sui film che devono ancora uscire.
Perciò, se in futuro dovessi cedere alla tentazione di una battutaccia su Giallo, tu, signora mia, hai il permesso ufficiale e il dovere morale di sgridarmi.
[ link ] [ commenti (10) ]
WOLVERINE, PERCHE' ?
Perché questa gente che altrimenti farebbe buoni filmoni di botte, esplosioni e acrobazie si ostina a farcirli di intermezzi drammatici, epici o sentimentali girati con ovvia inettitudine e perciò criminalmente banali? Perché?Una volta c'erano i film in cui Schwarzenegger, supereroe di fatto se non di diritto, si armava fino ai denti e andava a sterminare i cattivi con il kalashnikov, che erano molto numerosi ma in compenso tutti miopi.
Ovviamente anche quelle vecchie glorie dedicavano due momenti drammatici all'archiviazione della tediosa formalità "motivazione dell'eroe e suo spessore umano", ma erano proprio due, due di numero, e cioè: Schwarzenegger scopre che sua figlia è stata rapita (dopo i titoli di testa) e Schwarzenegger riabbraccia sua figlia rapita (prima dei titoli di coda). Tra questi episodi giustamente parentetici stanziava il film vero, cioè una rumorosa orgia di calci in culo, incendi e sparatorie, senza interruzioni o stucchevoli incursioni in registri estranei alle corde degli autori.
Perché X-Men Origins: Wolverine non può essere così? Perché deve impantanarsi in situazioni strappalacrime allestite a cazzo di cane e sipari romantici girati malissimo?
Non si capisce.
A parte questo e a parte il fatto che ci sono veramente tutte le scene più banali che il filone revenge possa offrire - da quella in cui Wolverine, l'eroe disperato rigorosamente inquadrato dall'alto, strilla "nnooooo!" con il corpo esanime dell'amata tra braccia a quella in cui Wolverine, l'eroe impassibile, si allontana con cinica noncuranza dalla deflagrazione apocalittica alle sue spalle - si può anche guardare.
Molto meno perdonabile, in un prodotto di questo tipo, è il fatto che a tratti gli effetti speciali siano poco convincenti. Si veda, per esempio, la trista scena del cesso in cui Wolverine, l'eroe maldestro, familiarizza con gli artigli placcati di Roger Rabbit.
Un punto a favore del film è invece la villosa avvenenza di Sabretooth, qui fratello malvagio di Wolverine, che annusa, ringhia, picchia come un fabbro e si acquatta per correre in ambio. Liev Schreiber sostituisce in questo ruolo lo zombiano Tyler Mane, che a suo tempo aveva fornito una versione un po' meno realistica e assai meno orgonicamente rilevante del carattere.
Questo Schreiber mi ha colpita anche per una ragione che non può essere dedotta dalla foto in alto a destra. Mi è sembrato l'attore più calato nell'umore atteggione e iperbolico che ci si aspetta dall'interprete di un supereroe Marvel. Mi è sembrato bravo, insomma. Non c'era bisogno ma, come si suol dire, fa sempre piacere.
[ link ] [ commenti (22) ]
CONAN IL CASTO
Matteo Sanfilippo commenta così la versione di Milius dell'eroe di Howard, effettivamente caratterizzata - oltre che da una "massa" decisamente frazettiana - da una specie di cupo e granitico controllo abbastanza distante dagli impulsi selvatici dell'originale. "Il primo Conan era un supermaschio i cui exploits compensavano le frustrazioni sessuali del suo autore e dei lettori. Si potrebbe persino azzardare che la scelta del set barbarico-medievale serviva a dare al personaggio quella libertà sessuale che averebbe stonato in uno scenario contemporaneo. Ancora negli anni sessanta Conan non si accasa mai, dovendo rimanere libero per nuove avventure, ma non disdegna intermezzi amorosi, pur rispettando, in particolare nei romanzi di de Camp, un rigido codice per il quale la partner deve essere consenziente. Negli anni ottanta si produce invece un'inversione di tendenza: Conan diventa l'eroe del puro muscolo (non a caso è interpretato da Schwarzenegger), in un decennio in cui la reazione maschile alla minaccia femminista e la paura dell'AIDS spingono a dimenticare il sesso e ad esaltare il corpo maschile come puro canone estetico.
Il revival barbarico crea così un genere asessuato, un look seminudo e muscoloso, in cui la potenza fisica è fine a se stessa e serve soltanto ad eccitare il narcisismo del body-builder e la complicità maschile."
[ link ] [ commenti (5) ]
NON ERA UNA SOLA ALLA HOSTEL (Questo qui è violento sul serio)
(Di Xavier Gens, Francia 2007)
Il suo tema centrale è la schizofrenia e la memoria."
Jean Baptiste Thoret
Chi ha esperienza di migrazioni impiegatizie e radio accese nel traffico avrà sicuramente subito nelle ultime due settimane l'ossessiva invadenza del roco e serioso audiotrailer di Frontiers (Gli unici tagli di questo film sono quelli che sanguinano!), preclaro esempio della serie "grandi momenti di copywriting sborone".
Non ho ancora capito se i creativi che preparano queste campagne giocate sul promesso tripudio di ultraviolenza ci sono o ci fanno, perciò non so mai se impacchettargli una copia di August Underground's Mordum (così si fanno almeno un'idea approssimativa della roba che va in giro in home video) o spedirgli direttamente una traccia mp3 registrata dopo due pacchetti di Camel con falsetto rantolante e su sottofondo ambient di Burzum: "A Tony Brando, ma che me voi sola' proprio a me?"
Per chi ha visto parecchio grand guignol, Frontiers non ha veramente nulla di particolarmente "insostenibile", ma bisogna riconoscere che non è nemmeno una fregatura gonfiata dalla pubblicità ingannevole come Hostel. A differenza del film di Eli Roth questo è violento davvero, lo è per un lungo tratto della narrazione e può anche vantare una scena dei tendini nettamente più bruta e spassosa.
E' un film truculento e godibile, insomma, che colpisce per la mancanza di originalità - assoluta e con ogni probabilità totalmente consapevole - quanto per l'ottima confezione.
Più vicino per estetica ai predecessori americani che alle recenti e comunque fortemente derivative produzioni connazionali tipo Sheitan (che molto è piaciuto al buon Demon), Frontiers dichiara Un tranquillo week-end di paura come modello ufficiale. Oggettivamente però ne ricalca solo una fetta, quella che discute l'antetisi tra realtà urbana e incubo rurale, ridimensionando peraltro la contrapposizione nel momento stesso in cui la trasferisce dal piano della sostanza socioculturale a quello del livello di evidenza: ai cannibali neonazisti delle isolate campagne di frontiera corrisponde senza radicali soluzioni di continuità la morsa dell’autoritarismo fascistoide sulla metropoli delle scene d'apertura, quelle che chiariscono la cornice distopica della storia ammiccando alla cronaca recente delle periferie parigine. I giovani animali da macello conservano una posizione antagonistica rispetto a entrambe le declinazioni di fascismo e non cercano confronti rambisti con gli spazi naturali ostili.
Ben più sensibile e massiccia è dunque l'eredità di Non aprite quella porta, recuperato attraverso il filtro di Rob Zombie, e di Le colline hanno gli occhi, storico filmone con cane eroe recentemente rivisitato dal sanguinario parigino A. Aja.
Entrambi i film sono esplicitamente omaggiati dalla clonazione più o meno pedissequa di un paio di personaggi: la Baby Firefly della divina Shery Moon Zombie e la materna traditrice Ruby della storia di Wes Craven. Il primo archetipo muliebre, Baby (qui Gilberte), è quello più significativo rispetto all'aggiornamento del modello hooperiano di famiglia degenere, che inizialmente - qualunque cosa ne sia stato nei sequel apocrifi - si caratterizzava per una composizione esclusivamente maschile e che oggigiorno offre ospitalità al popolare mito erotico delle girls with guns.
Seppure non particolarmente sessista, la famiglia cannibale di Frontiers è comunque molto più tradizionale di quella di Cpt. Spaulding e subisce il severo patriarcato di un vecchio nazista costretto a scendere a patti con l'incubo del meticciato. Per lui notiamo una blanda aura da Dr. Satan (suggerita dallo sguardo della camera sui vecchi strumenti medici, inquadrati giusto alla vigilia della sua presentazione), un registro caricaturale su cui si concentra tutta la (scarsissima) ironia del film e la parlata teutonica da J. Ratzinger.
Pure c'è da segnalare la mancanza di coesione affettiva e sincera alleanza nel nucleo deviante: del resto parliamo di una stirpe di villain, non di antieroi. Se gli psicopatici e irriducibili Firefly accoglievano, amavano e proteggevano il loro Abele deforme - quello che infatti si immola prodemente, dopo aver messo a segno un colpaccio da deus ex machina, nel secondo capitolo della saga di Rob Zombie - questi Caini intossicati dalle menate eugenitiche seppelliscono i propri pargoli freak nelle budella ctonie di una miniera (fattaccio che fa pensare a una versione rurale dei nevrotici coniugi capitalisti de La Casa Nera).
La progenie del macellaio ciccione, per la verità, è esiliata dal cortile domestico come dalla scena: resta l'unica immagine disturbante sottratta al gergo pornografico dello splatter, ora sommariamente intercettata dall'occhio disturbato della camera digitale ora intrappolata in quella specie di inserti pseudo-subliminali con cui W.Friedkin rivelava/occultava il faccione pittato di Pazuzu. Qualcuno più spericolato di me potrebbe comunque aver voglia di indagare eventuali reminescenze del raffinatissimo e vetusto Spider Baby in questi giovani e affamati necrofagi, ma in generale i modelli di Xavier Gens non sembrano arretrare oltre gli anni settanta.
Molto - e molto giustamente - s'è discusso sul peso di questi modelli, sul ricorso all'autoreferenzialità e al citazionismo che, sempre oltremodo familiare ai contenuti e ai linguaggi dell'horror, ha conosciuto con il cinema degli anni novanta un sorprendente e spericolato incremento.
Almeno per quanto riguarda questo film, che potrei definire un remake non remake, vorrei osservare che alla dichiarata sovrabbondanza dei tributi non corrisponde sempre quella riproposizione erudita e puntuale, adorante ed entusiastica, che è propria del puro citazionismo. Il massiccio legame con le fonti di Frontiers è esplicitato dal collage delle ossessioni e soprattutto dalla disciplinata coerenza delle atmosfere. In generale la nozione di manierismo - rigorosamente spogliata di ogni sufficienza moralistica - mi sembra perciò molto più adatta a descrivere e contestualizzare questo film piacevole e onesto, formalmente amabile e schiettamente cruento anche se non abbastanza disturbante per i miei gusti.
Non ho aperto il post con quella citazione per cercare il sostegno di un'auctoritas alla proposta appena illustrata (del resto non funzionerebbe), ma per suggerire una riflessione sul tipo di meccanismo contro cui andiamo accanendoci (o che richiamo di coinvolgere col nostro accanirci) nel momento in cui smerdiamo un certo tipo di prodotto parlando di citazionismi, clonazioni e pleonasmi.
Nel corso dell'intervista, resa a Parigi nel 2000 e poi confluita nell'agile raccolta "Il Cinema Horror in Italia" di Lucantonio, Thoret disquisisce in effetti del cinema di genere italiano degli anni settanta, che solo a fatica potrebbe raffrontarsi all'esperienza post tarantiniana delle case a sinistra dell'ultimo decennio. Nelle pagine che seguono, il critico francese riflette sul legame tra manierismo e b-movie, predicando la natura intrinsecamente schizofrenica di un film che - già nel seno di un apparato profondamente tradizionalista, quello del genere - si accinge a replicare una scena già girata, "già esistente" altrove, concentrandosi su una forma che, ricostituita come contenuto originale dal processo stesso del plagio, può a sua volta evolversi in modello e venire ad accogliere un successivo strato di emulazione.
Fondamentalmente, penso che sia un punto di vista interessante e che si possa tenerlo presente quando si intenda riconsiderare la relazione tra manierismo, tendenza compulsiva al remake e citazionismo esplicito: tre connotati fortemente caratterizzanti dell'horror contemporaneo.
GORE GORE NOTES
Il post è chiaramente dedicato all'ottimo Deeproad, che spero mi perdonerà l'ingenerosa considerazione di Roth e il lieve ritardo di pubblicazione dovuto all’intempestivo decesso di Fastweb, che molto s’è fatta pregare prima della resurrezione (come bokor sono una segaccia).
E' anche il mio post di esordio su Cineblabbers Connection, che linko da qui in attesa degli aggiornamenti da compiere non appena riesco a scovare un po' di pace e di senno. Ci sono molte putride novità da aggiungere alla lista, ma c'è anche qualche disertore da espellere: la ferale notizia è che il blog su Richard Benson sembra aver chiuso. Ovviamente ho accolto la notizia con calma, dignità e classe.
[ link ] [ commenti (30) ]
INDOVINA CHI VIENE A CENA

Speriamo che tornino: il mio mito george foreman, werner herzog sadico, fotografia pornografica in epoca vittoriana, vecchio cowboy, castello karnstein, wasp snob, la sadica perfetta.
Li voglio conoscere meglio: elvira mistress of the dark nuda, trame snuff, trailers la governante del piacere, anaconda strangola, bruce patterson bodybuilding, vampira maila nurmi.
Mi fanno paura: agonyaunt, testo scritto del cartone animato biancaneve e i sette nani, latherface cronaca nera, video ginecologici.
Gli blocco l'IP: mistress sadiche, myspace pseudosuicidio, splinder foto arte donne, i culi piu' belli del mondo.





























