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ERA UNO SPORCO LAVORO, MA QUALCUNO DOVEVA PUR FARLO.
Finalmente ho finito.
Antefatto.
Circa un mese fa, nel buio della mia magione, decisi di allietare le mie ore notturne con la visione di un Fulci d’annata (Quella villa accanto al cimitero). Già con l’acquolina in bocca mi diressi verso la mia personalissima videoteca ed iniziai a scorrere i dorsi dei DVD con l’indice destro puntato a mò di zelante vedetta. Passata in rassegna l’intera collezione e non riuscendo a trovare l’oggetto del desiderio, mi misi di buona lena, con maggiore concentrazione e impegno e rifeci il giro d’ispezione degli scaffali.
Niente.
La mia, già esigua, pazienza cominciò a vacillare e borbottando tra me e me, ma spinto dalla voglia di cinema italico d’altri tempi, diedi il via al terzo, scrupoloso, giro.
Niente.
Dal paradiso arrivarono le prime risposte di alcuni dei santi interpellati dalla mia indispettita persona. Sapevo che da qualche parte quel maledetto DVD doveva pur essere, a meno che un folletto irriverente se ne fosse impossessato.
Ultimo giro.
Il mio indice ormai vibrava alla stregua di una forcella rabdomantica, i miei bulbi oculari scorrevano i titoli dei film ad una distanza inferiore ai 2 cm, iniziai a scandire ad alta voce i titoli. Ma una volta arrivato in fondo, con la speranza che fosse proprio l’ultimo il mio film, mi dovetti arrendere con tremenda collera ed invocando ancora l’intero ordine gerarchico del paradiso.
I quattro giri d’ispezione portarono via circa un’ora del mio prezioso tempo.
Mi innervosii talmente da rinunciare alla visione di qualsiasi altro film: o quello o niente…e così fu.
L’indomani mattina, a mente un po’ più lucida (ma non troppo), ponderai su quanto accaduto e giunsi alla conclusione che fosse arrivato il momento di catalogare i film, in modo che incresciosi episodi, quali quello della notte precedente, non avessero più ad avvenire.
L’operazione è durata circa un mese (ovviamente non di continuo, ma nei ritagli di, poco, tempo).
Per prima cosa ho dato un minimo di logica sequenziale, cercando di raggruppare con criterio i film, dopo sono passato alla numerazione, attaccando sui dorsi delle etichette adesive progressive, in ultimo alla vera e propria catalogazione, creando un file excel con numero, titolo, regista, anno, nazionalità e supporto. L’estenuante processo ha, però, dato i suoi frutti.
Ho quasi 1000 film (al momento 952), dei quali il 90% horror, il restante 10% film che bisogna avere. Ho scoperto di avere qualche doppione (la vecchiaia incombe), film di svariate nazionalità e delle lacune imperdonabili…anche se questo ha una duplice scusante. Negli ultimi due anni mi sono dedicato al cinema indipendente e (o) poco conosciuto e nell’altro mio maniero ho circa 800 VHS (la maggior parte ex-nolo) che integrano i titoli in dvd…comunque credo di sopperire a tali mancanze in tempi brevi.
Sono soddisfatto del lavoro e del risultato, andava fatto.
Dimenticavo, “Quella Villa Accanto al Cimitero” è il numero 202…
BLACK SHEEP...L'ABBACCHIO MANNARO

Un evento mediatico indipendente…o meglio un evento per spiriti indipendenti.
L’annuncio dell’uscita di questo film mi fece fremere di gioia, non vedevo l’ora che potesse essere reperibile (in qualsiasi modo).
Tanta era la voglia che un giorno chiamai un mio amico che lavora a Londra e gli dissi “vai e trovami Black sheep!”. Mi chiamò l’indomani dicendomi che i negozianti da lui interpellati rispondevano con uno spaesato “Black… what’s?”. Comprensibile in quanto eravamo agli albori. Da allora ho atteso, spulciando il sito ufficiale (bello) in cerca di news, parlando con i muli, girando il web con disperata brama di conoscenza. Dopo qualche tempo riuscii a reperire una copia di lavorazione. Priva di musiche ed effetti sonori e con un montaggio approssimativo, mi riservai qualsivoglia commento in attesa di una visione più adeguata. Dopo qualche mese finalmente “Black Sheep” era visionabile…ovviamente in lingua originale senza subs.
In breve la trama.
Un ragazzo, affetto da una incontrollabile fobia per le pecore (strascico di un trauma infantile) ritorna al suo paese natale (un piccolo villaggio di campagna) per incontrare il fratello.
Questi conduce esperimenti genetici sugli ovini in cerca della specie “perfetta”. Due imbranati terroristi ecologisti, irrompono nel covo delle sperimentazioni e inavvertitamente liberano uno scarto di laboratorio…inizia il contagio. “Branchi” di fameliche pecore antropofoghe assediano le verdi praterie neozelandesi in cerca di cibo. Tre baldi giovani lottano per sopravvivere e sconfiggere l’immondo gregge.
Precisato che Black Sheep non è un horror, bensì una commedia, ed evidenziato che non presenta particolari elementi di spunto se non l’uso geniale ed efficace delle pecore (a tratti davvero inquietanti), bisogna ammettere che tralasciando qualche gags “pecoreccia” (battutona!) e dei momenti di buon gore rimane ben poco.
La stessa recitazione a momenti latita e la sceneggiatura pecca di estremo deja-vu.
Da ricordare la mutazione dell’uomo-pecora o pecoromannaro, (si perché gli uomini contagiati si trasformano in cattivissimi pecoroni) palese omaggio a Landis.
Black Sheep pecca di presunzione e non si sforza di rendere originale un soggetto che di per sé lo è già. In conclusione buoni propositi ma poca sostanza e forse troppa pubblicità…da vedere comunque.
[ link ] [ commenti (16) ]
FANTAFILMOGRAFIA ESSENZIALE
Sono da sempre un grande appassionato di Science Fiction made in Usa prodotta nel decennio tra il 1950 ed il 1960. Adoro questo genere nato come cinema di propaganda antisovietico, adoro i suoi “ingenui” topoi (minaccia aliena, fobia dell’invasione, radiazioni, energia atomica…ecc), i suoi altrettanto ingenui FX e la passione (nonché straordinaria bravura) di molti registi, ai più, sconosciuti.
Qualche sera fa, discutendo in anteprima il topic degli astromostri con la padrona di casa, mi fu fatta richiesta di una filmografia essenziale di codesto genere. Per cui ne faccio pubblica esposizione affinché, chi ne volesse, possa usufruirne.
Premetto che trattasi esclusivamente di prodotti americani, editi in Italia, che l’ordine non rappresenta una classifica e che, a prescindere dal gusto personale, sono davvero i film fondamentali per chi volesse immergersi in questo genere.
Ultimatum alla Terra
(The day the Earth stood still) 1951
Regia: Robert Wise
Per farvi capire di cosa parliamo vi dico solo che l’alieno in questione chiamasi “Klaatu” e che le uniche parole che pronuncia in lingua aliena sono: Klaatu barada nikto!...vi ricorda qualcosa?
Il pianeta proibito
(Forbidden placet) 1956
Regia: Fred McLeod Wilcox
L’icona dell’uomo meccanico per eccellenza, il “robot” dell’immaginario collettivo, film stracitato, straimitato…lucas ne riprese i titoli ci testa per il suo “star Wars”.
L'invasione degli ultracorpi
(Invasion of the body snatchers) 1956
Regia: Don Siegel
Qui c’è poco da dire… non so quanti remake siano stati fatti, persino una parodia con il grande Totò (totò sulla luna).
La cosa da un altro mondo
(The thing from another world) 1951
Regia: Christian Nyby
Versione originale de “la cosa” di Carpenter…
Quando i mondi si scontrano
(When worlds collide) 1951
Regia: Rudolph Maté
Un asteroide sta per distruggere la terra…era il 1951…
Destinazione terra!
(It came from outer space) 1953
Regia: Jack Arnold
Penso che Jack Arnold sia stato uno dei più grandi registi di quell’epoca, ne sono innamorato, soprattutto per come presenta (in contrapposizione ai suoi colleghi) la figura dell’alieno, più romantica e meno propagandistica. Suo primo film di genere.
Assalto alla terra
(Them!) 1954
Regia: Gordon Douglas
Formiconi giganti, frutto di esposizione a radiazioni, trotterellano per le vie di Los Angeles…Ottimo film.
Cittadino dello spazio
(This island, Earth) 1955
Regia: Joseph F. Newman
Astronavi, viaggi interspaziali, pianeti sconosciuti forme di vita aliene, alleanze interplanetarie…prototipo per Star Trek.
Tarantola
(Tarantola) 1955
Regia: Jack Arnold
Non riesco a non segnalarlo, anche se già presente, Jack Arnold merita davvero mille lodi per questo film, presenta l’orrendo mostrone in maniera che alla fine, quasi si parteggi per lui…
La Terra contro i dischi volanti
(Earth vs. the Flying Saucers) 1956
Regia: Fred F. Sears
I dischi volanti attaccano la terra, obiettivo Washington.
Ispiratore di centinaia di film, tra cui Mars Attack!
Gli invasori spaziali
(Invadres from Mars) 1953
Regia: William Cameron Menzies
I marziani prendono possesso delle menti dei terrestri…un bambino sembra essere l’unico a rendersene conto. Film M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-O.
Ho lasciato fuori i film di matrice horror, quelli europei, magari li posto in seguito. Questi sono i fondamenti, ma c’è altra buona roba made in USA di quegli anni. Se avete intenzione di procurarveli…buona visione.
Dimenticavo, La guerra dei mondi l’ho volutamente ignorato.
Perdonato?
IMDB SENTENZIA: NON SIAMO SOLI!
IMDB è l’acronimo più famoso per gli internauti amanti del cinema.
Essendo un sito molto frequentato, i giudizi e le votazioni cinematografiche (ad esclusiva opera degli utenti) presenti in esso, lasciano un po’ il tempo che trovano. Ho sempre guardato con snobistico distacco le stelline che determinano il valore di un film affiancate dalla tremebonda dicitura “user rating”.
Beh, per un puro caso e per svogliata curiosità ho esplorato i meandri dei “Top Movies” di IMDB.
Ho cliccato sul link della sezione horror con poche aspettative. Mi ero sbagliato.
La classifica dei migliori horror di tutti i tempi degli utenti di IMDB è stata una piacevole sorpresa.
Di seguito le prime 10 posizioni:
1. Psycho (1960)
2. Alien (1979)
3. The Shining (1980)
4. Aliens (1986)
5. Diaboliques, Les (1955)
6. Faust (1926)
7. Jaws (1975)
8. Cabinet des Dr. Caligari., Das (1920)
9. The Night of the Hunter (1955)
10. Grindhouse (2007)
Eccezion fatta per Grindhouse (che viaggia sulla scia dell’entusiasmo di un popolo per troppo tempo dimenticato e bistrattato), nelle prime 50 posizioni appaiono solo 3 film post 2000:
Dead Man's Shoes (20), Shaun of the dead (30) e Survive Style 5+ (41).
Interessante notare come questi 3 film (inglesi i primi due, nipponico il terzo) non siano usciti nelle sale nostrane e come solo Shaun sia stato distribuito in dvd. Il resto della lista rapresenta la summa “teologica” della cinematografia horror “colta”. Tutti grandi film, tutti film da vedere e rivedere, tutti film che non dovrebbero mancare nella collezione di un horrorofilo che si rispetti.
Alché mi son chiesto: e se la gente ci capisse davvero qualcosa di cinema?
[ link ] [ commenti (18) ]
L. CHANEY e J. CRAWFORD
Lo Sconosciuto (1927) è il mio film preferito, senza riserve, senza concorrenti.
(Presumo lo si possa evincere dalla tormentosa insistenza della grafica, del resto.)
I.
E' un film di Tod Browning, molto ma molto denso. Contiene tutte le sue ossessioni di privazione, sottomissione, mutilazione e impotenza, tutte le sue crudeltà formali, le fissazioni freudiane, le morbosità tragiche, il suo malvagio senso del patetico.
II.
E' un film con Lon Chaney [ 1 ] , questa creatura magica e profondamente masochista [ 2 ] che cambiava forma nel dolore, per dovere e per compulsione, piegando e rompendo il corpo pur di farlo parlare. Abbondano gli aneddoti sui mille supplizi del proteiforme Chaney. Per interpretare Alonzo (l'omonimo lanciatore di coltelli senza braccia protagonista del film) restava costretto ben oltre l’indispensabile, anche quando non si girava, in un costume deprivante che gli legava le braccia al torso, sino a farle sparire senza la compiacenza di camice abbondanti. Lui zitto, misterioso, custodiva il dolore fisico per soffrirlo davanti alla camera.
III.
E’ un film con Joan Crawford, determinata/destinata a mutarsi sulle fotografie pubblicitarie degli anni a seguire in quello che è forse il più invulnerabile e puro distillato di divismo mai visto. Qui è ancora sotto le spoglie acerbe di una pinup anni venti. Vederla nei succinti panni dell’ isterica Nanon col senno del poi sui suoi leggendari squilibri privati, perfezionismi professionali e allineamenti devoti al destino di icona glamour aggiunge un che di malsano a una pellicola già tetrissima di suo.
IV.
E poi,è il film più romantico e crudele del mondo. [ 3 ]
Alonzo lavora in un circo come meraviglia senza braccia e lanciatore di coltelli, assistito da un nano sinistro. I due sono in realtà una coppia di criminali e il loro lavoro di attrazioni da fiera è solo una copertura: Alonzo possiede le braccia, ma le nasconde fasciandole strettamente contro il busto. Il personaggio, uno che finge, condivide perciò il doloroso bondage dell’attore. Incidentalmente faccio notare che Alonzo non è propriamente un finto freak, come ho letto da qualche parte: ha due pollici per mano e tanto basterebbe a dargli diritto di bere dal browningiano calice alle nozze di Hans. Però è un freak per eccesso che finge di essere un freak per difetto, questo sì, eccome. Alonzo ama Nanon, fulgida e virginale vedette del tendone nonché figlia del Boss, perseguitata da un patologico terrore del desiderio maschile formalizzato in invincibile repulsione per l’abbraccio in particolare. L’amore di Alonzo, perversamente adeguato a queste fobie di stupro, sembra obbligato a restare platonico almeno nel senso più convenzionale del termine [ 4 ], il che non nega la sua sostanziale natura violenta: è un’adorazione radicale, possessiva e spietata. Precisamente il genere di passione temuto dall’ignaro oggetto del desiderio.
Finché tutto va bene la seccatura principale è l’immancabile rivale in amore: nemmeno a dirlo il forzuto del circo, bello, atletico e bonaccione, ma in compenso stolido e di nome Malabar. Astuto e forte delle confidenze della fanciulla, il lanciatore di coltelli le strumentalizza machiavellicamente suggerendo al bellimbusto strategie di seduzione incentrate sul presunto appeal della forza fisica. Non abbiamo il tempo di saggiare l’efficacia sui tempi lunghi di queste macchinazioni, perché il fatto tragico s’intromette imprimendo una svolta alla trama: la natura di criminale di Alonzo viene a galla e il nostro eroe strangola il padre della Bella.
La nuova condizione orfanile della Crawford mette finalmente Alonzo in condizioni di prendersene cura coltivando, oltre al piacere del controllo, l’inesaudito e inesaudibile desiderio di trasformare con il tempo la casta confidenza della fanciulla in passione. In previsione di un più intimo legame Alonzo sceglie a questo punto di ricattare un medico - con chissà quali turpi segreti - per farsi amputare le braccia ed evitare così di essere smascherato come freak impostore nonché mattatore del padre della sposa (la Crawford ha ben presenti le dodici dita strette sul collo paterno, ed è un dettaglio che difficilmente scappa di testa).
Alonzo parte per affrontare l’operazione e la lunga degenza che ne consegue, sopportando i dolori dell’amputazione e quelli della distanza grazie all’attesa del giorno in cui non ci saranno più terribili braccia e innegabili indizi fra lui e il suo amore. Una fideistica pregustazione da martire, non c’è dubbio.
Quando finalmente torna alla sua Nanon, Lon la trova molto più equilibrata: imprigionata non più dai suoi traumi ma dalle comode braccia del suddetto stolido forzuto dall'orrido nome. La coppia comunica al “paterno” amputato le imminenti nozze, in una scena di cattiveria struggente che si chiude sul cedimento dell’uomo senza braccia, sconfitto da tanta intollerabile ironia.
Chaney a questo punto non ha che due possibilità: la feroce vendetta o il nobile sacrificio. Suo malgrado abbraccerà entrambe.
E' indubbiamente il film più romantico e crudele del mondo.
GORE GORE LINKS:
[ 1 ] Mai più senza: il Lon Chaney Puppet !
[ 2 ] Meriti questo geniale articolo di Gary Morris che propone Alonzo padre spirituale di Bob Flanagan, il celeberrimo performer “supermasochist”. (tutto il sito è impedibile)
[ 3 ] Ecco tutti i titoli, l’avevo detto che è un film muto?
[ 4 ] Conoscendo Browning, la sequenza che apre questo video ha ben poco di platonico.
[ link ] [ commenti ]





























