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Parlavo giusto ieri di quanto sia difficile, al giorno d'oggi, procurarsi la promozione gratuita di una bella polemica in stile moige. A quanto pare i pubblicitari di Jaume Collet-Serra sono stati così bravi (o così fortunati) da riuscirci. Bloody Disgusting si occupa in queste ore di aggiornarci sugli sviluppi dell'ultima isterica crociata dei Buoni d'oltreoceano: quella contro Orphan, che dovrebbe debuttare nelle sale tra qualche giorno e che - così a naso - mi puzza di innocuo horror manierista sui pupi inquietanti.
Sembra, tra le altre cose, che ben 11 associazioni per l'adozione e la protezione dei minori non abbiano di meglio da fare che scrivere alla Warner per accusarla di nuocere alla causa, alimentando con la produzione di questo film le paure inconsce delle potenziali famiglie adottive.
Il meglio lo ha dato la Christian Alliance for Orphans, che attraverso il sito Orphans deserve better sta progettando l'inoltro di una petizione alla Warner, per obbligarla a ficcare un messaggio pro-adozione alla fine del film e soprattutto a pulirsi la coscienza con una donazione in favore dell'infanzia abbandonata. Considerando il fatto che la casa si era già calata le brache modificando il trailer in ossequio alle prime grida di sdegno, non è nemmeno escluso che l'iniziativa possa avere successo.
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SAN VALENTINO DI SANGUE 3D

Lo raccomando una cifra.
DI MAMMA CE N'E' UNA SOLA...AL MASSIMO DUE.
LA TERZA MADRE
Certo di attirarmi l'odio di molti fans Argentiani vi dico che non ho mai scritto nulla su Argento, perché in parte lo amo, dunque implicherebbe un notevole sforzo scriverne, in parte lo odio, per cui necessita altrettanto sforzo scriverne. Ma “La Terza Madre” ha rotto gli argini della mia titubanza letteraria partorendo la mia prima recensione Argentiana.
Premesso che ho da sempre considerato Argento un buon regista, innovativo e lungimirante per certi aspetti, statico e ripetitivo per altri.
Detto ciò, è indubbio che gli ultimi decenni di produzione hanno visto un crollo verticale sia dell’aspetto creativo che, in parte, di quello puramente tecnico del regista romano. La turpe sfilza di titoli propinataci è davvero deprimente, tanto che gli stessi “aficionados”, i seguaci del maestro, iniziavano a dubitare della sue stesse capacità. Questo fino all’annunciato e tanto atteso ritorno del maestro alle origini ed ai fasti delle sue opere più riuscite e riconosciute, Suspiria e Inferno. Il capitolo finale, culminato dal ricongiungimento delle tre madri. La trilogia si conclude. Dopo aver così elegantemente e con doviziosa perizia di particolari, presentato sullo schermo la spietata “Mater Sospiriorum” e la tremenda “Mater Tenebrarum”, il nostro Darione nazionale, da buon ciambellano, presenzia l’incontro con “Mater Lacrimarum”, la più potente e cattiva del trio malefico.
Con tali attitudini cosa auspicarsi se non l’umiliazione e la sottomissione dell’intera razza umana? E chi, se non Asia Argento, potrebbe essere la paladina eletta a salvatore del genere umano?
Il film lo si può sintetizzare e descrivere in maniera più che consona in un solo (esplicativo) aggettivo: imbarazzante. La sola cosa che accomuna questo lavoro con i due episodi precedenti sono il nome della strega e la sua ubicazione geografica.
La principale lacuna di questo lavoro è identificabile con una sceneggiatura (non familiare ad Argento) fantastica che, se in “Suspiria” e “Inferno” aveva il grande pregio di rendere coerente e coinvolgente una storia fondata su basi esoterico/metafisiche, qui si abbandona alla “follia” narrativa, impastando qualche spunto interessante (pochi a dir il vero) con i brandelli di una storia a tratti ridicola e senza un filo conduttore o indagine investigativa (prerogativa naturale del regista romano) degna di questo nome.
Alcune scelte narrative ed estetiche lasciano alquanto perplessi. Identificare le streghe, adunate dalla mater nella caput mundi come delle ragazzette isteriche abbigliate e truccate in perfetto stile anni ’80, che oltre a sghignazzare fanno ben poco, denigra e deride l’aspetto elegante ed austero della categoria presentato precedentemente. Gli enigmi ed i misteri, prima complessi ed intricati, adesso sembrano la versione semplificata per incapaci. La creatività delle morti, che in “Inferno” aveva toccato vette auliche, sprofonda nella mediocrità più assoluta. Le apparizioni della Nicolodi in versione “Gosth” rendono vane le speranze di assistere ad un film “serio”, anche perché gli effetti digitali (per gli italiani ostacolo insormontabile) sono al limite del presentabile.
Volendo fare un pindarico parallelismo storico, “La terza madre” appare come un soggetto di Jess Franco, adattato da Roger Fratter, girato (in buona parte) da Luigi Cozzi, con la supervisione agli effetti speciali del peggiore Andreas Schnaas (schiacciamento della testa sul treno!). Niente di particolarmente negativo (trash forever) in tutto ciò, ma non si può certo parlare di Maestro. In certi punti ho quasi avuto la sensazione che non fosse un film di Dario Argento, ma la sua parodia…
Emblematico in tal senso il disastroso epilogo. L’eroina del caso (Asia) strappa con una lancia la “canotta del potere” dal corpo della mater Lacrimarum, la quale in preda all’ira e chiamando a raccolta i suoi immensi poteri (e sballottolando un po’ le tette), lancia all’indirizzo della sciagurata infedele un tremendo anatema: “Puttana”!
La maledizione di Argento si perpetua anche nell’ultimo suo lavoro: la recitazione non è giudicabile, in quanto non pervenuta. Asia appare la più credibile, detto questo ogni altro commento risulta superfluo. L’aspetto inquietante di tale sciagura è incarnato dalla palese constatazione che nel ricco mondo del cinema indipendente (Italia compresa) esistono attori (sconosciuti) di livello nettamente superiore rispetto quelli utilizzati da Argento.
Sorvolando (con un velo di tristezza) sullo sfrontato (e ingiustificato) autocitazionismo e sottolineando persino l’inadeguato commento musicale a tutto il film, sui titoli di coda irrompe, come fonte rivelatrice atta a demolire la granitica impalcatura di punti di domanda e squarciare il fitto bosco di dubbi sulla reale utilità di questa pellicola, la gracchiante voce di Dani Filth (accompagnato dai Goblin).
Se, infatti, “La terza madre” non riesce ad avere una collocazione decorosa come film horror (o presunto tale), ritrova la propria dignità artistica e il dovuto riconoscimento intellettuale come esemplare ed efficace “videoclip” dei Cradle of filth.
Senza rancore...
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BLACK SHEEP...L'ABBACCHIO MANNARO

Un evento mediatico indipendente…o meglio un evento per spiriti indipendenti.
L’annuncio dell’uscita di questo film mi fece fremere di gioia, non vedevo l’ora che potesse essere reperibile (in qualsiasi modo).
Tanta era la voglia che un giorno chiamai un mio amico che lavora a Londra e gli dissi “vai e trovami Black sheep!”. Mi chiamò l’indomani dicendomi che i negozianti da lui interpellati rispondevano con uno spaesato “Black… what’s?”. Comprensibile in quanto eravamo agli albori. Da allora ho atteso, spulciando il sito ufficiale (bello) in cerca di news, parlando con i muli, girando il web con disperata brama di conoscenza. Dopo qualche tempo riuscii a reperire una copia di lavorazione. Priva di musiche ed effetti sonori e con un montaggio approssimativo, mi riservai qualsivoglia commento in attesa di una visione più adeguata. Dopo qualche mese finalmente “Black Sheep” era visionabile…ovviamente in lingua originale senza subs.
In breve la trama.
Un ragazzo, affetto da una incontrollabile fobia per le pecore (strascico di un trauma infantile) ritorna al suo paese natale (un piccolo villaggio di campagna) per incontrare il fratello.
Questi conduce esperimenti genetici sugli ovini in cerca della specie “perfetta”. Due imbranati terroristi ecologisti, irrompono nel covo delle sperimentazioni e inavvertitamente liberano uno scarto di laboratorio…inizia il contagio. “Branchi” di fameliche pecore antropofoghe assediano le verdi praterie neozelandesi in cerca di cibo. Tre baldi giovani lottano per sopravvivere e sconfiggere l’immondo gregge.
Precisato che Black Sheep non è un horror, bensì una commedia, ed evidenziato che non presenta particolari elementi di spunto se non l’uso geniale ed efficace delle pecore (a tratti davvero inquietanti), bisogna ammettere che tralasciando qualche gags “pecoreccia” (battutona!) e dei momenti di buon gore rimane ben poco.
La stessa recitazione a momenti latita e la sceneggiatura pecca di estremo deja-vu.
Da ricordare la mutazione dell’uomo-pecora o pecoromannaro, (si perché gli uomini contagiati si trasformano in cattivissimi pecoroni) palese omaggio a Landis.
Black Sheep pecca di presunzione e non si sforza di rendere originale un soggetto che di per sé lo è già. In conclusione buoni propositi ma poca sostanza e forse troppa pubblicità…da vedere comunque.
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QUANDO IL RAMAKE SCOPPIA!
Sono appena venuto a conoscenza del remake, o meglio di una nuova trasposizione cinematografica, del romanzo di Richard Matrehson.Nell’epocoa del “rifamo tutto” la cosa non mi sconvolge più di tanto, ma scrivo due righe perché la prima versione cinematografica dell’opera di Matheson è una delle cose che ho più a cuore.
Premetto che amo alla follia Vincent Price, al punto da considerarlo più un membro della mia famiglia che un divo hollywoodiano (cosa che in effetti non è mai stato).
Detto questo, il film di Ubaldo Ragona del 1964 (“L’ultimo uomo della terra”), rappresentò un punto di svolta nella cinematografia “fantastica”, al punto che “qualcuno” addita il suddetto come precursore della osannata (con merito) opera prima di Mr. Romero.
Inquietante, claustrofobico, nichilista, con Zio Vincenzo assoluto e
incontrastato protagonista e, nota da non sottovalutare, sceneggiato (tra gli altri) da Matheson in persona.Il remake, affidato al videoclipparo Francis Lawrence e con Will Smith protagonista, mi fa lacrimare ancor prima di vedere il solo trailer…
Davvero, i remake mi danno fastidio a priori, ma questo mi sa di vero e proprio “oltraggio” (cosa che avevo pensato, addirittura, del film del 1971 con Charlton Heston). Potrei sbagliarmi e trovarmi davanti ad un capolavoro…ma personalmente ne dubito fortemente…mi sbagliero?
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VAMPIRES Vs ZOMBIES
Cronaca di una “sola” annunciata
Mi capita spesso di comprare o recuperare film, che rimangono negli scaffali della mia videoteca parecchio tempo prima di essere visionati, sono quei film che appartengono alla categoria del: “lo vedrò quando non avrò nient’altro di meglio da fare”.
Film che non ispirano in maniera particolare il mio appetito e che vedo solo per “dovere di cronaca”.
“Vampires vs Zombies” era uno di questi.
Già da tempo in mio possesso, sarebbe rimasto lì inerme per chissà quanto ancora se Sandrix non lo avesse evocato. E allora mi son detto “perché no! Tanto prima o poi mi tocca”.
Avete presente “il pacco”? Quando ti rifilano una macchina fotografica ed una volta a casa scopri che all’interno della scatola c’è un mattone?
Beh “Vampires vs Zombies” è proprio questo: un pacco, una truffa, nà sola!
La radio annuncia che un’epidemia trasforma gli esseri umani in violenti mostri antropofagi.
Un padre ed una figlia girovagano in auto non si sa bene perché.
Vengono fermati da una tipa che chiede loro di dare un passaggio alla figlia Carmilla, che è una vampira, mentre lei se ne va con una ragazza imbavagliata in bella vista sul sedile posteriore.
Intanto un vecchio cowboy, che anche lui non si sa dove vada, con la macchina investe uno zombi.
Se il mondo è invaso dagli zombi, cosa c’è di meglio se non una sosta per fare benzina?
Il benzinaio è infastidito dalla presenza del terzetto protagonista perché sta facendo un cruciverba (?). I tre si dividono: l’uomo fa il pieno, Carmilla va al cesso e la ragazzetta fa shopping. Entra un’altra ragazza che con aria sospettosa le regala un amuleto antivampiro.
Da questo punto in poi non si capisce più un cazzo.
La radio continua a urlare che il mondo è invaso da creature fameliche, ma il regista non si cura di darcene conferma.
Una strega, che poi sarebbe la madre di Carmilla, si prende un pugno in bocca dal vecchio cowboy ed ogni tanto fa un’apparizione in vesti da cerimonia.
Carmilla seduce la ragazzetta e “la fa sua” senza incontrare particolari resistenze. Le due gironzolano per le strade da sole su una jeep presa ad uno zombie-vampiro con il benestare del padre che chiede loro di guidare con prudenza. Arrivano in un posto dove ritrovano il padre (che intanto indossa una maglietta di tre misure più piccola) ed il vecchio cowboy. Qui, una specie di ospedale con una cripta sotto (?), mentre le due ragazze lesbicheggiano, i due uomini vanno giù per uccidere Carmilla (che è al piano di sopra). Ma le due ragazze li uccidono e ripartono felici esclamando “ma avremo fatto la cosa giusta”?.
Colpo di scena!
E tutto frutto dell’immaginazione della ragazzetta, almeno sembra.
L’ospedale-cripta in effetti è un nosocomio dove lei stessa è rinchiusa, con tanto di camicia di forza. Un medico esce fuori da una porta e dice al padre “mi dispiace, ma sua figlia è scappata con un’infermiera”. Indovinate chi è l’infermiera?
Carmilla, che però adesso non è più una vampira. Le due vanno in un motel, e mentre Carmilla fa uno spogliarello e la ragazzetta è al cesso, arrivano gli zombi e se le mangiano.
Raccontato così, potrebbe sembrare perfino interessante, ma vi assicuro che questo film è quanto di più irritante si possa immaginare. Sui titoli di coda (pessimi anche quelli) viene voglia di afferrare il regista per le palle e fargli mangiare la copia acquistata del film.
Non ci sono zombi, non ci sono vampiri, dunque non ci sono gli scontri preannunciati nel titolo. Non c’è sangue (pochissimo per un trash di genere), scena finale esclusa, tutto si svolge fuori campo.
Manca l’ironia (motore essenziale di questo genere di prodotto), le scene erotiche sono talmente scarse da risultare comiche. La regia è un susseguirsi di oscene inquadrature montate un po’ a caso con la forza narrativa di una scorreggia.
Non parliamo della recitazione, della fotografia e della colonna sonora… non pervenuti.
Insomma “Vampires vs Zombies” è davvero infimo, penoso, inguardabile, ma soprattutto irritante.
E’ talmente brutto che non lo si dovrebbe neanche inserire nella categoria delle “cagate pazzesche” perché si troverebbe in condizione paritaria con film che, quantomeno, un barlume di cinema lo posseggono. Se lo possedete… buttatelo nel cesso, se non lo avete… siete fortunati.
Chiudo ringraziando Sandrix per avermi spinto a vederlo.
Grazie Sandrix….’cci tua!
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QUANDO IL COREOGRAFO E' IN VACANZA [LE LUSSURIE DI ED]
[Putroppo, ho potuto vederlo solo in lingua orginale e la pronuncia mi ha creato molte difficoltà, per questo i dialoghi li riporto come 'contenuto' e NON come forma, e c'è qualche buco qua e là, soprattutto sull'introduzione di alcune ballerine in cui il ghoul in due battute cerca di spioegare chi diamine siano. Ho cercato i sottotitoli in rete, esisteva un solo file posseduto da ben due persone, ma il volenteroso scrittore si è annoiato a 5 minuti dall'inzio, e non ha finito il testo.]

Il film sostanzialmente si basa su questo presupposto: con la luna alta orde di nonmorte in topless danzano ricordando il modo in cui sono decedute e/o cosa le ha caratterizzate in vita, per il piacere di non morti più evoluti come i vampiri. Se siete delle donne mediamente attraenti e passate da un cimitero durante tutto ciò, avete buone possibilità di venire reclutate nel corpo di ballo.
Location: la storia nasce e finisce in un cimitero. Concretamente si tratta di circa quaranta metri quadri di terreno cosparso di paglia e reso più misterioso da una quantità mai vista di fumogeni. [C'è anche un mausoleo però.]
I titoli di testa, ancora una volta, mi illuminano (e inquietano) sulla pellicola. L'ordine di importanza dei personaggi e ruoli infatti è :
Black Ghoul (il vampirone)
Shirley e Bob
Featuring:
gold girl dance
hawaiian dance
skeleton dance
indian dance
slave dance
street walker dance
cat dance
fluff dance
mexican dance
zombie dance
...ogni "dance" dura cinque minuti abbondanti come media, il film dura ben 130 minuti. La cosa grave è che nessuna, ma nessuna, fa un ballo che sia vagamente erotico o gradevole da vedere.
Ma cosa accade nel film?
Vediamo due energumeni con un gonnellino a righe come i gondolieri veneziani che scoperchiano un sepolcro in una stanza decorata da un rosone e un busto della Madonna appoggiato sul davanzale. Dalla bara esce un vampiro/ghoul, roseo e biondo, che ci introduce al problema delle feste notturne e le insidie delle tenebre.
Intanto due tizi, uno scrittore fallito che va per tombe cercando idee per racconti dell'orrore più remunerativi e una tipa (che non credo sia la fidanzata ma non so) sono in auto che vanno a cercare un cimitero. Lei dice che di notte non è prudente, lui dice ok, ma accellera troppo, e fanno un incidente.
I due sono a terra, pulitissimi, sui fatidici 40 mq di paglia e fumogeni. Dell'auto non sappiamo nulla.
Nel mentre il vampiro figo, affiancato da una vampira figa sua allieva, chiama la prima danzatrice. Entra una tizia in mutanda e mocassini che balla fra i fumogeni una musica similmessicana tribale che non proviene da nessuna parte.
i due dell'incidente si alzano da terra ("andiamo a cercare aiuto." "sei scemo, che aiuto credi di trovare in un cimitero?" "beh c'è musica" "eh si è notte e c'è musica in un cimitero, sono i non morti!" "Ma no andiamo a vedere")
La messicana finisce, ma arriva subito un'altra. E' una con una vestaglia rosa e un boa blu, che balla una musica da piano bar.
i due spuntano da un cespuglio e guardano la scena.
la tipa è di colpo in topless e tanga, e balla. Quando se ne va, i due energumeni si avvicinando a una cosa che credo sia un sepolcro, aprono le porte e...
c'è una ballerina! ma è vestita con un abito d'argento, esce e balla.
I due guardano il ballo.
La ballerina è in tanga.
il vampiro e la vampira approvano con cenni del capo.
Si vede una roba che bolle, l'interno di un calderone.
La tipa smette di ballare. I due energumeni portano un cesto che a me pare un tamburo da banda svuotato o un'enorme contenitore per pop corn, e inziano a lanciarle delle cose che capiamo essere monete d'oro perchè il vampirone dice: 'ORO!'. La tipa è contenta. 'ORO!' i due buttano oro, la tipa è contenta. 'PIU' ORO!' come sopra 'ORO, ORO, ORO!!!' i due, con la medesima flemma, fanno come prima. Poi, prendono la tipa che deduco doveva essere una..attaccata ai soldi quando era in vita,e flemmaticamente la trascinano verso il calderone. il vampiro ride. I due infilano con flemma la tipa dentro il calderone. I due dai cespugli guardano. Gli energumeni estraggono la tipa dal calderone, che è rigida come un sedano e coperta d'oro e la riportano nel mausoleo.
Qui entrano in scena i due protagonisti più simpatici: la mummia e l'uomo lupo. Li vediamo uscire da un cespuglio (la qualità del make up potete immaginarla da soli) facendo un casino infernale e appropinquarsi facendo sempre casino infernale alle spalle dei due che non li sentono. Presi i due spioni, li portano dai vampiri. Vengono legati a due colonnine che stavano lì. A lui spunta un livido blu elettrico sulla fronte.
La vampira introduce...la nuova ballerina, che se non ho frainteso era una zoofila e qui assistiamo al peggio: entra una tipa, seguita da un energumeno che batte a terra la frusta, vestita con una tuta da leopardo intera come quelle da carnevale ma ha due buchi, uno per le tette e uno per il sedere. La tipa balla, poi si sveste in modo poco erotico e resta in tanga. I quattro guardano, e l'energumeno caccia a frustate la tipa fra i fumogeni.
[Abbiamo superrato la metà del film]
"Mi piace un sacco guardare questa che viene torturata!" annuncia il vampiro.
Si vede una tipa con un abito rosa,che un energumeno frusta. Poi la tipa si libera e?
balla, i vampiri la guardano, la tipa è in tanga, i due legati la guardano.Sparisce fra i fumogeni.
Lo scrittore fallito dice: "dobbiamo andarcene" "come?" "non ne ho idea. ma sta tranquilla." La vampira va dalla tipa legata e le apre la camicetta, la graffia e prende un pugnalone. "no, no, più tardi" le dice il vampiro, e la vampira scazzatissima richiude la camicetta e torna al suo posto. Il vampiro tira un teschio alla vampira, e qui tutto si fa più concettuale: "cos'è?" la interroga "un simbolo mio padrone." e qui ci spiega in modo contorto che la tipa che entra fra pochi istanti vestita da spagnola per ballare ha a che fare coi matador e la morte. La vampira tira il teschio, la spagnola lo prende e balla. tutti la guardano. La tipa è in tanga, e bacia il teschio e balla. Poi esce fra i fumogeni.
"mi sono divertito." ci informa il vampiro, e la vampira chiama un'altra tipa.
E' vestita con un pareo. La vampira parla della tipa. La tipa è in tanga e balla. La vampira parla di serpenti. la tipa balla. Qui, la mummia rivela all'uomo lupo che non gli piacciono i serpenti, e gli racconta il perchè ma aimè non l'ho capito per via della lingua già difficoltosa e resta peggiore dall'effetto ovattato della maschera da mummia. Però lo racconta con una gestualità da rapper e sembra molto avvincente. la tipa balla e sparisce fra i fumogeni. "vorrei parlare con la mummia el'uomo lupo" dice il vampiro. "come volete maestro." la vampira gesticola ai due che:
mummia: "ma che vuole?" "aaaargh." "Hai fatto di nuovo qualcosa di male?" "aarr." nega il lupo, "venite!" si scazza la vampira, i due vanno.
La mummia e il lupo chiedono se hanno fatto qualcosa di male "lo sapete benissimo" "no no signore non sappiamo niente" "era uno scherzone!" i due gioiscono, la vampira si accorge che la luna sta calando "Hey è tardi, dobbiamo muoverci" "no, no sta lì" dice il vampiro, la vampira, seccata, torna al suo posto.
Lo scrittore intanto si libera dalle corde: "hey mi sto liberando" "sta attento!" "sono attento, mi sto liberando" "ma secondo me moriremo" "ah si?" " si, si, me lo sento" , " beh magari ci mettono nella stessa tomba" "spero di no, perchè ti odio! E' tutta colpa delle tue idee di merda se siamo qui!"
intanto, dato che la vampira scass, il vampiro promette che le darà la tipa dello scrittore (ma dopo.) la vampira felice introduce..una ballerina. e' una che ha ucciso il suo tipo la notte di nozze, ergo ora balla col suo scheletro. e' una vestita da sposa che si trascina dietro uno scheletro da anatomia col suo piedistallo rigido, e difatti lui non balla affatto, ma fa scena. I due la guardano. Lei è nuda col velo e balla una musica disimpegnata e allegra muovendo le tette. Poi sparisce fra i fumogeni. Il vampiro chiede alla tipa legata "Vi siete divertiti?" lei tace. "Ora diventerete come noi!"
"Auuuuuuuuuu." ulula poco credibilmente il lupo. "Sembra che l'uomo lupo voglia tenerti per sè." spiega il vampiro alla tipa. "AAAAAAAAAAAAA." replica lei. "Però in effetti potrei anche darti alla mummia." "AAAAAAAAAAAAAA." replica lei. "Ma comunque, non adesso." dice il vampiro. "vattene via" dice lo scrittore "sei uno sfigato" dice il vampiro, "hey hai detto che era mia!" dice la vampira scazzatissima,"hey mi sono liberato!" dice lo scrittore, "cosa facciamo?" chiede la tipa"ah, non so" dice lo scrittore, "sei uno sfigato" dice la tipa, "posso fare di lei un'altra Cleopatra" rivela la mummia all'uomo lupo (e temo che l'aneddoto di prima fosse su questo) "ar ar" ride l'uomo lupo, "senza serpente, ovvio" dice la mummia. "ar."
"Insomma quando cavolo posso copparla?" chiede l vampira esaurita al vampiro "ehhh, c'è tempo" dice lui "ti ho detto che quando cala la luna dobbiamo andare!" dice lei, "io il sono il capo, tu no!" minaccia lui, "ci sono altre ballerine nude per caso?" "si" dice mesta lei, e appare la ballerina zombie che balla imitando molto molto vagamente gli zombie, in topless. Esce fra i fumogeni. "E' tardi." butta lì la vampira" "no, c'è tempo."
Arriva la nuova ballerina che è una morta, se ho capito bene, per i vestiti fighi e quindi balla vestita di veli.(prima di restare in tanga) Dato che è quella che balla meglio e ha le tette più grandi, mi è parso che la durata del ballo sia stata amplificata. Sparisce fra i fumogeni.
"E' tardi" dice il vampiro, "Eh? per cosa?" dice la vampira che non si ricorda nemmeno cosa voleva fare "Eh, coppala, su!", "Evvai!"
La vampira va ed estratto il pugnalone....
balla! ..ma resta vestita. Quando finalmente punta il pugnale alla tizia, lo scrittore si ribella ma l'uomo lupo lo stende subito. Ed è mezzogiorno. cioè appare il sole altissimo. La vampira a terra è uno scheletro, come anche gli altri tre.
I due si risvegliano messi come dopo l'incidente, circondati da due dottori e un giornalista che sembra trovare questa cosa una figata e fa foto a loro due nella paglia. Lei sostiene la storia coi dottori, e dice: guardi ho un graffio anche . "ma no, è stato l'incidente" assicura il medico. "ti amo" dice lei allo scrittore, "perdonami" dice lui, " ma di che, era tutto un sogno." Assicura lei. I medici caricano lei su una barella in ambulanza, e tirano su lui che si arrangia senza barella. Intanto, dalla cripta con il rosone, il vampiro ci informa che stavolta è andata così, ma di massima con le tenebre è meglio non andare per cimiteri perchè loro tornano in vita ogni volta. fine.
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GOLA PROFONDA
La mia Zia Prediletta mi ha prestato Gola Profonda e così, molto più che maggiorenne, l'ho visto per la prima volta. Ciò conferisce nuova e allegra legittimazione alla mia - già consumata - partecipazione ad ogni discussione sul tema. Tema che è ancora attualissima fonte di dibattito presso il mio aggiornato entourage. La mia Zia Prediletta ha anche accluso al prestito American Desire di Lasse Braun, padre spirituale del porno moderno e padre naturale del contemporaneo Alex, che una volta aveva una specie di rubrica autobiografica su un sito specializzato (che non linko perché non ricordo). Ricordo di averla letta con piacere, pensando nell'ordine: costui pare un mitomane; costui scrive come certi personaggi di un film americano parlerebbero; costui possiede certamente un trench; costui mi è simpatico; se avessero rubato a me un Ducati Monster sarei inconsolabile, invece costui cita il fatto così, en passant, con la signorile flemma che accomuna certi giovani ricconi agli aristocratici candidi di una volta; costui non mi è poi così simpatico.
Comunque American Desire non l'ho visto, Gola Profonda sì.
In molti mi citano Gola Profonda come momento mistico in cui la lezione di Ejzenštejn approda al porno. In omaggio a questo celeberrimo e lodato clichè mi sento in dovere di ribattere con la più diffusa, se non la più dotta, delle citazioni legate al Maestro: Gola Profonda è una cazzata pazzesca.
Cazzata Pazzesca, bada bene, è più di una battuta. E' il grido di eversione per eccellenza, quello che a distanza di anni mantiene intatto il suo imponderabile peso catartico. E' il rude slogan con cui la massa fruitrice si rifiuta di subire la sacra necessità di un'esegesi critica che si fa barriera ponderosa fra l'Opera e il suo destino di consumo, producendo orodossie e distanze, vulgate e tabù. Cazzata Pazzesca è una cosa seria e, anche solo per confutarla come approccio autistico e distruttivo, bisogna confrontarcisi.
Dicevo: Gola profonda è una cazzata pazzesca.
Non che non sia interessante, per i risvolti esaminati da Inside Gola Profonda o per i miracoli atletici della Lovelace, già noti ai mangiatori di spade di ogni sideshow che si rispetti. Ma la leggenda canta, echeggiando ovunque, che sia soprattutto un bel film, indipendentemente dagli scalpori, dai processi, dal potere del clitoride, dagli impatti folgoranti e dall’appartenenza a un genere negletto e certamente carico di possibilità inesplorate. Ecco, questo bisogna pur dire che non è affatto vero.
Magari Gola Profonda è simpatico, ma non è bello. Qualunque cosa se ne dica, al dunque, c'è sempre una differenza abnorme tra le due cose.





























