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martedì, 11 novembre 2008

NON ERA UNA SOLA ALLA HOSTEL (Questo qui è violento sul serio)

Frontiers - Ai confini dell'inferno
(Di Xavier Gens, Francia 2007)

"Il manierismo è il cinema che ha coscienza di se stesso.
Il suo tema centrale è la schizofrenia e la memoria."
Jean Baptiste Thoret

Chi ha esperienza di migrazioni impiegatizie e radio accese nel traffico avrà sicuramente subito nelle ultime due settimane l'ossessiva invadenza del roco e serioso audiotrailer di Frontiers (Gli unici tagli di questo film sono quelli che sanguinano!), preclaro esempio della serie "grandi momenti di copywriting sborone".
Non ho ancora capito se i creativi che preparano queste campagne giocate sul promesso tripudio di ultraviolenza ci sono o ci fanno, perciò non so mai se impacchettargli una copia di August Underground's Mordum (così si fanno almeno un'idea approssimativa della roba che va in giro in home video) o spedirgli direttamente una traccia mp3 registrata dopo due pacchetti di Camel con falsetto rantolante e su sottofondo ambient di Burzum: "A Tony Brando, ma che me voi sola' proprio a me?"

Per chi ha visto parecchio grand guignol, Frontiers non ha veramente nulla di particolarmente "insostenibile", ma bisogna riconoscere che non è nemmeno una fregatura gonfiata dalla pubblicità ingannevole come Hostel. A differenza del film di Eli Roth questo è violento davvero, lo è per un lungo tratto della narrazione e può anche vantare una scena dei tendini nettamente più bruta e spassosa.
E' un film truculento e godibile, insomma, che colpisce per la mancanza di originalità - assoluta e con ogni probabilità totalmente consapevole - quanto per l'ottima confezione.

Più vicino per estetica ai predecessori americani che alle recenti e comunque fortemente derivative produzioni connazionali tipo Sheitan (che molto è piaciuto al buon Demon), Frontiers dichiara Un tranquillo week-end di paura come modello ufficiale. Oggettivamente però ne ricalca solo una fetta, quella che discute l'antetisi tra realtà urbana e incubo rurale, ridimensionando peraltro la contrapposizione nel momento stesso in cui la trasferisce dal piano della sostanza socioculturale a quello del livello di evidenza: ai cannibali neonazisti delle isolate campagne di frontiera corrisponde senza radicali soluzioni di continuità la morsa dell’autoritarismo fascistoide sulla metropoli delle scene d'apertura, quelle che chiariscono la cornice distopica della storia ammiccando alla cronaca recente delle periferie parigine. I giovani animali da macello conservano una posizione antagonistica rispetto a entrambe le declinazioni di fascismo e non cercano confronti rambisti con gli spazi naturali ostili.
Ben più sensibile e massiccia è dunque l'eredità di Non aprite quella porta, recuperato attraverso il filtro di Rob Zombie, e di Le colline hanno gli occhi, storico filmone con cane eroe recentemente rivisitato dal sanguinario parigino A. Aja.

Entrambi i film sono esplicitamente omaggiati dalla clonazione più o meno pedissequa di un paio di personaggi: la Baby Firefly della divina Shery Moon Zombie e la materna traditrice Ruby della storia di Wes Craven. Il primo archetipo muliebre, Baby (qui Gilberte), è quello più significativo rispetto all'aggiornamento del modello hooperiano di famiglia degenere, che inizialmente - qualunque cosa ne sia stato nei sequel apocrifi - si caratterizzava per una composizione esclusivamente maschile e che oggigiorno offre ospitalità al popolare mito erotico delle girls with guns.
Seppure non particolarmente sessista, la famiglia cannibale di Frontiers è comunque molto più tradizionale di quella di Cpt. Spaulding e subisce il severo patriarcato di un vecchio nazista costretto a scendere a patti con l'incubo del meticciato. Per lui notiamo una blanda aura da Dr. Satan (suggerita dallo sguardo della camera sui vecchi strumenti medici, inquadrati giusto alla vigilia della sua presentazione), un registro caricaturale su cui si concentra tutta la (scarsissima) ironia del film e la parlata teutonica da J. Ratzinger.
Pure c'è da segnalare la mancanza di coesione affettiva e sincera alleanza nel nucleo deviante:  del resto parliamo di una stirpe di villain, non di antieroi. Se gli psicopatici e irriducibili Firefly accoglievano, amavano e proteggevano il loro Abele deforme - quello che infatti si immola prodemente, dopo aver messo a segno un colpaccio da deus ex machina, nel secondo capitolo della saga di Rob Zombie - questi Caini intossicati dalle menate eugenitiche seppelliscono i propri pargoli freak nelle budella ctonie di una miniera (fattaccio che fa pensare a una versione rurale dei nevrotici coniugi capitalisti de La Casa Nera).
La progenie del macellaio ciccione, per la verità, è esiliata dal cortile domestico come dalla scena: resta l'unica immagine disturbante sottratta al gergo pornografico dello splatter, ora sommariamente intercettata dall'occhio disturbato della camera digitale ora intrappolata in quella specie di inserti pseudo-subliminali con cui W.Friedkin rivelava/occultava il faccione pittato di Pazuzu. Qualcuno più spericolato di me potrebbe comunque aver voglia di indagare eventuali reminescenze del raffinatissimo e vetusto Spider Baby in questi giovani e affamati necrofagi, ma in generale i modelli di Xavier Gens non sembrano arretrare oltre gli anni settanta.

Molto - e molto giustamente - s'è discusso sul peso di questi modelli, sul ricorso all'autoreferenzialità e al citazionismo che, sempre oltremodo familiare ai contenuti e ai linguaggi dell'horror, ha conosciuto con il cinema degli anni novanta un sorprendente e spericolato incremento.
Almeno per quanto riguarda questo film, che potrei definire un remake non remake, vorrei osservare che alla dichiarata sovrabbondanza dei tributi non corrisponde sempre quella riproposizione erudita e puntuale, adorante ed entusiastica, che è propria del puro citazionismo. Il massiccio legame con le fonti di Frontiers è esplicitato dal collage delle ossessioni e soprattutto dalla disciplinata coerenza delle atmosfere. In generale la nozione di manierismo - rigorosamente spogliata di ogni sufficienza moralistica - mi sembra perciò molto più adatta a descrivere e contestualizzare questo film piacevole e onesto, formalmente amabile e schiettamente cruento anche se non abbastanza disturbante per i miei gusti.
Non ho aperto il post con quella citazione per cercare il sostegno di un'auctoritas alla proposta appena illustrata (del resto non funzionerebbe), ma per suggerire una riflessione sul tipo di meccanismo contro cui andiamo accanendoci (o che richiamo di coinvolgere col nostro accanirci) nel momento in cui smerdiamo un certo tipo di prodotto parlando di citazionismi, clonazioni e pleonasmi.

Nel corso dell'intervista, resa a Parigi nel 2000 e poi confluita nell'agile raccolta "Il Cinema Horror in Italia" di Lucantonio, Thoret disquisisce in effetti del cinema di genere italiano degli anni settanta, che solo a fatica potrebbe raffrontarsi all'esperienza post tarantiniana delle case a sinistra dell'ultimo decennio. Nelle pagine che seguono, il critico francese riflette sul legame tra manierismo e b-movie, predicando la natura intrinsecamente schizofrenica di un film che - già nel seno di un apparato profondamente tradizionalista, quello del genere - si accinge a replicare una scena già girata, "già esistente" altrove, concentrandosi su una forma che, ricostituita come contenuto originale dal processo stesso del plagio, può a sua volta evolversi in modello e venire ad accogliere un successivo strato di emulazione.
Fondamentalmente, penso che sia un punto di vista interessante e che si possa tenerlo presente quando si intenda riconsiderare la relazione tra manierismo, tendenza compulsiva al remake e citazionismo esplicito: tre connotati fortemente caratterizzanti dell'horror contemporaneo.

 

GORE GORE NOTES

Il post è chiaramente dedicato all'ottimo Deeproad, che spero mi perdonerà l'ingenerosa considerazione di Roth e il lieve ritardo di pubblicazione dovuto all’intempestivo decesso di Fastweb, che molto s’è fatta pregare prima della resurrezione (come bokor sono una segaccia).

E' anche il mio post di esordio su Cineblabbers Connection, che linko da qui in attesa degli aggiornamenti da compiere non appena riesco a scovare un po' di pace e di senno. Ci sono molte putride novità da aggiungere alla lista, ma c'è anche qualche disertore da espellere: la ferale notizia è che il blog su Richard Benson sembra aver chiuso. Ovviamente ho accolto la notizia con calma, dignità e classe.

[ AgonyAunt a proposito di nerdate, tortura e disgusto, sanguemmerda, maledetti francesi ]
[ link ] [ commenti (30) ]

Commenti
#1   11 Novembre 2008 - 06:31
 
Che sorpresa trovare il tuo primo post Cineblabboso!
Il mio commento è lo stesso, se la cosa non ti infastidisce... :)

Frontiers (perché in Italia sentiamo sempre il bisogno di aggiungere un inutile sottotitolo?!), penso che mi ci butterò a capofitto, così come August Underground Mordum...
Il primo, perché adoro le storie familiari, e tutte quelle che citi sono fra le mie preferite (giusto ieri ho ordinato Spider Baby. Davvero un piccolo gioiellino), il secondo perché amo le atmosfere seventies (spero) stile case a sinistra e colline con occhi. :)

Per quanto riguarda manierismo e citazionismo, trovo che la corrente referenziale abbia prodotto degli interessanti autori e interessanti pellicole. Delle specie di "Watcher's Digest" capaci di condensare nel migliore dei modi, il peggio che noi appassionati ci siamo dovuti sorbire negli anni. Un po' come Il Gatto nel Cervello di Fulci, che era un frullato delle scene migliori dai suoi film peggiori. Tarantino, Rodriguez (ho visto di recente Planet Terror e mi sono divertito come un bimbo), o anche il vecchio Craven, hanno fatto del meta-horror un nuovo stile cinematografico. E' decisamente più economico e soddisfacente per i cultori del genere, una cannibalizzazione d'autore.
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#2   11 Novembre 2008 - 17:09
 
Mah sarò noioso e rompicoglioni (a pensarci tutti attributi che la Zia Agonia m'ha sempre appioppato) ma per me, Agognata Agonia, tutti questi fonts per Frontieres son pure sprecati. Noioso proprio nel suo copiare. Appunto un remake non autorizzato. Ma dove lì Fulci (l'hai scomodato ormai facciamo ballare, povero genio, che tra l'altro sto ristudiando grazie anche agli speciali nocturno) copiava (o citava per dirla alla bonelli) ne sconvolgeva con personalità il modello di partenza Frontiere è solo noioso, borioso e petuloso. Oh mio parere per carità. Ma una casa dei mille corpi, con tutti i suoi difetti, le sue citazioni e il suo auto compiacimento è lontano mille e più leghe da questa noiosaggine. E pure Hostel 2 m'è piaciuto di più, tanto che oggi me lo sono accattato.

Ma molto più coinvolgente E venne il giorno di shallalà shymalan e ho detto tutto. (e tra l'altro ha un inaspettato inserto gore con un inserviente sbranato dai leoni, altro che educando taglio dei tendini, non vi seccate)


ps.

grazie Zietti cari, tra l'altro ho rivisto Sola in quella casa. Cazzo, quello è un film geniale nonostante sia vecchio come il cucco!


tabbo aka s.

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#3   11 Novembre 2008 - 17:48
 
Il problema di Frontiers, secondo me, è che si perde proprio nel vortice di citazionismo sfrenato, che non da tregua e che però nemmeno trova uno sbocco soddisfacente. Troppi personaggi, troppe situazioni, talvolta riscaldate bene, talvolta meno, che ne hanno penalizzato non poco la riuscita. Per carità, non sono di quelli che appena riconoscono un riferimento cinematografico nell'ambito di una pellicola (e qui i riferimenti sono espliciti sul serio, eh!) si riempiono talmente d'insano orgoglio da sentirsi automaticamente in diritto di denigrare la scarsa originalità di un prodotto. Ma qui, secondo me, manca proprio quell'arguzia registica che molto probabilmente sarebbe stata capace di gestire il bombardamento citazionistico nel suo complesso. Ed ecco che quindi anche l'aspetto più interessante del film (il rapporto tra er macellaro ciccione, la lolita fabbricamostri e i mostriciattoli stessi che si andavano a servire da soli in dispensa) finisce per soccombere del tutto e non regala quell'emozione un po' malinconica e un po' malsana che secondo me avrebbe potuto e dovuto donarci (eccetto forse nella scena in cui lei piange la morte del compagno... ma è questione di un solo breve attimo, perché subito scorre via). Sotto il profilo della truculenza, per carità, nulla da ridire. E' decisamente avanti rispetto a un film come Hostel che, concordo, di truculento aveva davvero poco e niente, ma che a mio parere era costruito sapientemente, senza fronzoli né reali pretese. E quindi niente, poi ci sarebbe da parlare del capofamiglia nazista, figura descritta in maniera volutamente eccessiva, forse troppo, sempre in bilico tra l'estremo e l'ironico, senza però riuscire ad incanalarsi né su un versante né sull'altro. Resta lì, a metà strada, lasciandoti addosso una vaga sensazione di perplessità che pure infine non si concretizza in niente. E dunque lode alla truculenza in sé, siamo d'accordo. Ma in fondo a quella ci si abitua in pochi minuti, se non vi è un'adeguata gestione delle emozioni. E forse è proprio lì che il film ha fallito. Almeno così la vedo io.
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#4   12 Novembre 2008 - 15:04
 
eccheccazzo!
Sono l'unico che non l'ha visto e non posso (s)parlarne! La cosa mi infastidisce oltremodo.
Il fatto è che ho una cinqualtina di fil in arretrato da vedere...e non è poco...chissà quando riuscirò. Nell'attesa dico solo che adoro gli stronzi cugini francesi, dunque già un punto a favore di Frontiers, adoro i film citazionisti (dove la citazione è fatta con amore) duunqe mi sa un altro punto a favore del sopracitato. Avevo detto al Tabbo che "Sola in quella casa" era una perla anni 80 (Takacs forever) e gli consigliai qualche altro filmetto d'epoca...ma signori sto rinvenendo delle gemme (recentissime) in ambito zombesco, quasi tutte a stelle e strisce...ma davvero succulente...purtroppo niente subs...
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#5   13 Novembre 2008 - 10:40
 
Demonuccio, se non avessi visto quest'accozzaglia di noia, avrei usato le tue istess spiccicat parol.

Ma credimi, guardati pure i film arretrati, che non te stai a perdè gnente.

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#6   14 Novembre 2008 - 18:08
 
CaVi,
sono senza PC... per cui vado un po' di corsa, ma volevo comunque passare ai commenti almeno una risposta sintetica.

@Seaweeds
August's Underground Mordurm è l'unico film il cui possesso mi abbia mai imbrazzata. Sarà anche che ce l'avevo sul PC subito dopo Grande Divorzio del 2005 (o 2006), durante il periodo di trasloco in cui scroccavo vitto e alloggio ai miei genitori... Trattasi di due signori tranquilli e tolleranti, gentili, cinofili: una coppietta di quelle che hanno il labrador retriver con un divano tutto per sè e la passione per le piante. Gli ho portato in casa veramente la peggio monnezza, ma quello non sapevo proprio come giustificarlo :)
Fra l'altro non è neppure un bel film: è una delle poche cose a cui calza bene l'etichetta di torture porno.

@Deeproad e Tabbo
Mi aspettavo grandi proteste :)
Mi attendevo in particolare porprio le obiezioni che avete mosso, e che più o meno avevo già letto in tutte le recensioni che mi sono capitate sotto gli occhi (recensioni che peraltro cominciano tutte, sempre con una frase tipo "forntiers: questo film che ha diviso la critica..." e poi sono tutte, sempre negative, sicchè ne ho dedotto che la critica italiana si sia effettivamente spaccata, da una parte ci sono quelli che pensano che frontiers faccia schifo, dall'altra quelli che ritengono che frontiers faccia cagare). In qualche modo è proprio per anticipare come la vedo rispetto a queste argomentazioni, più che per recensire un film che mi ha piacevolmente - molto piacevolmente - intrattenuta per un paio d'ore, che ho scritto il post.

Approfondisco (nei limiti di tempo imposti dalla connessione a scrocco).
Che cosa, precisamente, non si perdona a questo film? Il suo troppo citare/ troppo plagiare? Il fatto che non citi/plagi direttamente dai cultoni di riferimento ma che lo faccia adeguandosi alle soluzioni estetiche desunte dall'ingegno coetaneo dei bambini prodigio del torture porn? Non gli si perdona il mescolone di temi, l'orgia di innesti? Perchè Frontiers non piace agli appassionati di horror "molto true"?
Secondo me quello che non gli si perdona non è il suo essere citazionista, ma il suo esserlo in modo poco conforme a quelle modalità di citazionismo che, tradizionalmente, l'orrorofilo gradisce. Modalità che impongono l'ostensione di una certa verve entusiastica e di un tasso priobitivo di ironia (quando non di un filrto demenziale)
Anche la casa dei 1000 corpi era un carrozzone in cui si frullavano tutti gli ingredienti topici che in frontieres sarebbero mal mischiati. Se vogliamo, esteticamente, il film mancava anche del rigore di questo, perchè abusava di certe soluzioni videoclippose che attuate da qualsiasi altro regista avrebbero fatto schifo a tutti - a me per prima, che sono una fan assoluta di Rob Zombie sia come musicista che come regista.
Però quello era un film sotto sotto ironico, questo no.
L'assenza dell'ironia delegittima il citazionismo sfrentao? fa precipitare un film dichiaratamente derivativo e orgogliosamente segaiolo dal rango di enciclopedio assemblaggio di temi, fotogrammi e omaggi a quelli di cagatona superflua?
Frontieres, come mille cult, è un film che parla di altri film, di un genere, di un'estetica. Ma sceglie di farlo in un corpo di maniera, francamente di maniera, senza distanze ironiche nello sguardo. Insomma sospetto che la sua colpa non sia quella di essere citazionista, ma di esserlo in un modo che non fa molto figo.

Che il tono del film sia "serio" (laddove per serio intendiamo "privo di quell'ironico distacco che a noi ci piace") non implica necessariamente il film si prenda sul serio.
Non è pretenzioso per niente, Tabbo. Quello che ti pare, dai, ma pretenzioso no: è il film meno pretenzioso che abbia visto di recente (a differenza del moralistissimo "E venne il giorno" tiè ). E' un prodotto di intrattenimento di una franchezza disarmante: guarda solo al pacifico semplicismo con cui è tratteggiato il contorno politico, un contorno che è da prendere per quello che è: un ingrediente di un certo tipo di horror, al pari del mad doctor e del bruto di un quintale e mezzo con il camice insanguinato, non il segno di qualche pretesa.

Poi, che non sia il meglio che la storia del cinema horror abbia prodotto non c'è dubbio. Ma se ce ne fosse di più di questo cinema manieristico, divertente e semplice, e bello da guardare, io andrei molto più spesso in sala. Poi, per carità, che possa non piacere lo capisco e che le vostre critiche abbiano un senso lo riconosco: mi chiedo solo se mettano in gioco le categorie più adeguate a giudicare un prodotto come questo (e mi rispondo di no, ça va sans dire :P).

Vado che è meglio... ci sentiamo quando riavrò un PC per le mani!
AgonyAunt
utente anonimo

#7   15 Novembre 2008 - 09:31
 
Ma io quando vado al cinema son di bocca buona. Ho apprezzato Silent Hill. Ho apprezzato le colline hanno gli occhi. Ho anche apprezzato per qualche verso il remake di the Grudge. Tutti prodotti, privi d'ironia, seriosi nel suo voler rappresentare chi gore chi paura, con mere velleità d'intrattenimento che di sicuro possono scalfire lo scafato in minima scorza (mi riferisco penso a noi, in genere, appassionati). Quindi se mi siedo sulla poltroncina del cinema e guardo un film del genere non m'aspetto di sicuro l'estremo.

Ma a me Frontieres ha annoiato. A questo punto non so manco dirti perchè. Era pura noia, estrema e per giunta delusa dato che a differenza tua io avevo solo trovato (e trovo) recensioni entusiastiche e io ero l'unico (ai tempi) a parlarne non dico male, ma scocciato. E il Demonuccio lo sa dato che ha la recensione da parte da almeno un mese, in cui al pari tuo ne elencavo i pregi (indiscutibili) sulla resa fotografica e la recitazione (che a me è piaciuta) e il fatto che stando solo su questi appunti il cinema francese è nettamente superiore a quello stelle e strisce (quello italiano non me ne vogliano, non lo cito neppure). Però è un prodotto noioso. O almeno a me ha annoiato. Ho seguito lo svolgimento attendendo, attendendo, ora esplode quella violenza (non parlo di gore, parlo proprio di violenza come atto di calamitare l'attenzione dello spettatore a sè) che decantavano. Niente. A livello di coinvolgimento e di trama (che è scialba perdonami, ma scialbissima pur rimanendo ancorata ai capisaldi) proprio è lo zero assoluto. Come se promettesse e poi ..?

Mi spiace l'ho trovato irritante e pretenzioso per questo. Voleva essere un prodotto d'intrattenimento, ma non intrattiene, o almeno a me no.

Volevano spacciarlo per violento, ma non lo è. E' molto ma molto ma molto più violento un film di Eastwood.

Un taglio di tendini giustifica ciò? Robetta che si vede in un qualsiasi CSI. A questo punto rivaluto pure Hostel (il primo, che è carino e l'unico suo difetto rilevante è il battage pubblicitario).

Mi spiace non mi scardinerai dalle mie opinioni perchè dovresti ricordare quanto l'emozione nell'arte (in qualsiasi ambito e livello) sia importante per me.

Un filmettino che fa sbadigliare per me è inutile.

Anzi c'aggiungo. Non aprite quella porta Remake di Nispel è nettamente superiore dato che è lo stesso film. Che a me non è piaciuto ma confezionato meglio.

Tu chiamale se vuoi emozioni.. lì avrei richiesto indietro i soldi del biglietto :P



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#8   15 Novembre 2008 - 09:33
 
PS.

la verità che tu hai apprezzato questo film per via dell'energumeno ritratto in foto da te postata. Ammettilo.

Tzk.

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#9   16 Novembre 2008 - 09:56
 
Che poi è praticamente identico a Rod Fontana, celebre star del porno.

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#10   18 Novembre 2008 - 19:35
 
la Zia Agonia è proverbialmente una buongustaia...
Comunque chechè se ne dica...sto Forntiers sta facendo un polverone mai visto...dai tempi di TBWP...io ho 3 rece da pubblicare sul sito, una delle quali del buon tabbo.
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#11   18 Novembre 2008 - 20:58
 
Che cazzo, 'sto film ti sta piacendo prima ancora di averlo visto.
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#12   18 Novembre 2008 - 23:59
 
Tutto questo inchiosto per un filmettino del genere. Sono avvilito, credetemi.


E se fosse uscito A l'interieur (davvero lì sarebbe stato divertente sapere se gli unici tagli sarebbero stati quelli alle vittime) che avremmo fatto?

Sempre più depresso.

ps


Probabilmente il fatto che assomigli ad una pornostar è un ulteriore prova!

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#13   21 Novembre 2008 - 10:49
 
Intanto, qualora già non lo sappiate, vi informo che il 28 di questo mese dovrebbe uscire nelle sale Martyrs, di Pascal Laugier. Altro film francese particolarmente violento e giudicato un po' da tutti ai limiti dell'insostenibilità. Staremo a vedere...
Per ora la maggior parte delle recensioni sembrerebbero positive (eccetto qualcuno che sostiene la "gratuità" del suo essere estremo). Tutti concordano comunque nel definirlo fastidioso e insopportabile.
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#14   21 Novembre 2008 - 15:15
 
Ecco Martyrs oltre ad attenderlo da mesi (ho adorato Saint Ange e forse sono l'unico) non sono assolutamente riuscito a reperirlo sotto forma di alcuna versione, quindi farò mia la visita al cinema.

E comunque al di là delle recensioni entusiaste (fosse la prima volta che poi disattendono) mi consola che peggio di Frontieres non potrà essere. Quindi magari rischi di non addormentarmi, almeno stavolta.

Certo son curioso di sapere visivamente cosa intendono per estremo: lo era anche a l'interieur ma lo sfoggio grottesco e iperbolico splatteroso lo rese a tratti ridicolo.

Mah, speriamo. Non posso sempre ricadere su Salò del Paso per rimediare un po' di sana crudeltà.

s.
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#15   21 Novembre 2008 - 17:25
 
Infatti si, bisognerebbe vedere cosa s'intende per "insoppoertabile". Pare che di splatter ce ne sia in abbondanza, ma spero non sia considerato estremo solo ed esclusivamente in virtù di questo. Insomma, confido nel fatto che sia psicologicamente violento, altrimenti rischierei seriamente di annoiarmi. Ricordo che insopportabile e insostenibile era definito anche Men Behind The Sun, ma alla fine, almeno per quanto mi riguarda, fu solo una palla mortale.

Saint Ange a suo tempo mi incuriosì anche, ma in quel periodo al cinema circolavano diversi horror deludenti e dunque, viste le recensioni molto poco incoraggianti, decisi di snobbarlo. Ma se mi dici che può valere la pena lo riprendo in considerazione.
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#16   21 Novembre 2008 - 22:05
 
Considerato che il dvd lo si trova (se lo si trova) a prezzi stracciati ne vale sicuramente la pena. A me lo regalarono stizziti e schifati *ride*. E' un film esteticamente gradevole e snobbato per via di una cripticità nello svolgimento a tratti snervanti per chi abituato a volersi sorbire trame precotte da boli pre digeriti. In tal senso è un film tipicamente europeo lì dove il cinema stellestrisce ti spiega anche il perchè dell'uovo peloso, l'europeo (a volte anche marciandoci per carità) tende a ermetizzare. A volte anche per colmare lacune o banalità. E' un film più che godibile e sottovalutato, questo sì potrebbe rientrare nella categoria che la Zietta esortava tanto a difendere (ma questo non quel filmdemmeeeerda, ormai ce l'ho con sto frontieres :D) ovvero del non capolavoro ma del film meritevole e non banalotto. E' divertente lasciarsi andare a congetture con l'impressione che qualcosa sfugga sempre ed esteticamente,ribadisco, è ben fatto. Secondo me ne vale più che la pena poi magari rischi di annoiarti perchè non ti ci raccapezzi (per me il problema non si pone perchè spesso preferisco lasciarmi andare alle sensazioni che ai significati, penso sia per questo che adoro lynch e begotten e sopravvivo anche se arrivo alle conclusioni anni dopo dei suddetti) però di sicuro almeno una visione la merita, anche solo per poter dire, piace o non piace.


Poi nel caso attendi che Demone guardi Rambo e poi venite in spedizione punitiva entrambi.


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#17   22 Novembre 2008 - 08:39
 
Rambo l'ho visto comunque. Non m'ha esaltato, ma è indubbiamente un ottimo prodotto. Comunque andata per Saint Ange, vediamo un po' com'è.
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#18   24 Novembre 2008 - 19:22
 
Rambo sto aspettando che me lo parto un mio amico fanatico di Stallone...mica lo compro.
Per il resto vedrò frontiers...prima o poi e vi dirò. Ormai ogni film che esce al cine è il più insostenibile della storia...
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#19   25 Novembre 2008 - 01:24
 
Sono d'accordo. Film come James Bond sono insostenibili in effetti.

(oh comunque avete visto Tropic Thunder? Anche lì bell'insertone splatter. Comincio a preoccuparmi se li inseriscono anche nei film comici assisteremo ad una assuefazione del gore?)

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#20   25 Novembre 2008 - 09:33
 
Siccome qui stiamo parlando da settimane di film indecorosi non è che qualche anima pia (fa gli occhioni lucidi da cerbiatto a Demòn) scoverebbe i sottotitoli di the Living and the Death? ho questo film da un annetto buono e dicono che sfiora il capolavoro ma come per la roba buona non si trova mai una ceppa.. sniff.....


sniff.......

sob.........

(potrei continuare all'infinito sappiatelo)

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#21   25 Novembre 2008 - 11:30
 
ma io lo farei, anche con piacere...il problema è che, dopo tua segnalazione, ho cercato un pò in giro, ma non ho trovato nulla di nulla...per poter tradurre ho bisogno di qualcosa in un'altra lingua, mi va bene inglese, francese ed anche spagnolo...ma non ho trovato nulla...tradurre dall'audio del film ci vorrebero un paio di mesi...e non li posso spendere per tradurre un film...lo vedo in lingua originale.
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#22   25 Novembre 2008 - 11:49
 
...forse...forse...ho buone notizie per il tabbo e per tutti gli altri che volessero vedere questo annunciato capolavoro...abbiate fede e pazienza
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#23   25 Novembre 2008 - 14:06
 
confermo...subs in lavorazione.
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#24   25 Novembre 2008 - 14:41
 
posso? Posso dirlo?


d'accordo io lo dico.

Io AMO questo lugubre e fascinoso e poliglotta Demonaccio.

Se rinasco donna e possibilmente più simile a una pornostar lo farò mio.

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#25   04 Dicembre 2008 - 20:03
 
Vorrei esprimere in maniera pubblica pomposa e ufficiale tutto il mio Amore per questa figura Demoniaca ma capace di gesti travalicanti la comune umanità.

I love Demon. (e il suo poliglottismo)

S.
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#26   05 Dicembre 2008 - 08:26
 
Troppo buono... anche perchè, ovviamente, non è puro altruismo...il mio... anch'io preferisco vedere un film con i sottotitoli in italiano. Devo ammettere però che in questo caso, essendo il film inglese, l'idioma indigeno è piuttosto di facile comprendonio...non come quegli sguaiati slang a stelle e strisce.
Un piccolo siparietto...la traduzione è filata liscia (dallo spagnolo) fino a metà...ad un certo punto ho iniziato a perdermi...mi son detto "qui c'è qualcosa che non va". Allora ho visto il pezzo di film imputato per capire se la cosa funzionasse...beh...funzionava...è proprio il film "che non va"...
In ogni caso io e il buon Tabbo siamo in simbiosi mutualistica, un pò come funghi e alghe...lui mi suggerisce le cose interessanti...io traduco i subs...siamo un lichene cinematografico...
Per quei pochi fruitori del sito che fossero interessati ai subs italiani in questione...fate un fischio e appariranno. Il film (anche se non l'ho ancora visto) da quei pochi spezzoni visionati per sincronizzare i subs...sembra meritare paracchio...
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#27   10 Dicembre 2008 - 08:45
 
Visto. Molto bello anche se ammetto qualche aspettativa disattesa. Più un film drammatico che un horror. Nulla di sovrannaturale. E sembra avere più una funzione catartica e significativa per il regista che per lo spettatore, venendo forse a mancare quindi una sorta di empatia e un senso d'incompiutezza.

Mi spiego: ci si attendevano risvolti esagerati e disturbanti quando al fine siamo di fronte ad un dramma familiare dipinto con morbosa poesia malata.

Più uno sfogo malinconico che un film shocckante. Forse per questo ingiudicabile. Almeno da me.

Imperfetto ma meritevole d'essere accolto in silenzio. E probabilmente, il silenzio, è la fine che farà.

Peccato.

S.

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#28   10 Dicembre 2008 - 12:19
 
mmmm....quindi non lo vedo?
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#29   12 Dicembre 2008 - 00:14
 
Secondo me vale la pena. Solo che se t'aspetti un horror in senso stretto magari ne rimani deluso.

Parere mio. Poi il film è girato benissimo con alcune soluzioni molto molto gradevoli.

Esteticamente è quasi perfetto.

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#30   24 Dicembre 2008 - 06:35
 
Non ti ci provare a sparire di nuovo.
NON TI CI PROVARE A SPARIRE DI NUOVO!

Auguri dall'invasione delle Alghe assassine.

Seaweeds-Christmas-Tree
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