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DI SANGUE E ALTRE FRATTAGLIE
Come si fa a non amare un film che nasce con l’intento di essere uno “sporco” B-movie?I giapponesi, quando vogliono, sono maestri in questo. Gli ingredienti sono pochi, ma essenziali.
Quantità industriali di sangue, effettacci digitali esagerati, ritmo (nipponico) frenetico, ironiche assurdità (nipponiche).
Così Nobori Iguchi racconta le gesta di una (prima) timida e gentile studentessa, che si trasforma (poi) in spietato e perverso giustiziere.
Gli eccessi sono al limite del ponderabile, gustosi e ritmicamente cadenzati. Arti mozzati, viscere vomitate, corpi divisi a metà, ustioni, cannibalismo, decapitazioni, tortura, spruzzi di sangue da guinness dei primati, ninja, samurai, spade, motoseghe e supermitragliatrici. C’è di tutto, la zuppa viene amalgamata alla perfezione con (per fortuna cattivo) gusto e servita bollente. L’unica spezia latitante è il sesso, ma anche a questo c’è una spiegazione. Il film viaggia sui binari della comicità ed ha un’impronta prettamente femminile. Le donne sono il sesso forte di questo film (cosa inusuale per un’opera giapponese), sono loro a difendere gli uomini (goffi e codardi), sono loro i guerrieri…fino alla risoluzione finale. Vi sono anche interessanti tematiche sociali, nascoste tra le righe di uno spensierato non-sense, che toccano le corde vitali di una cultura, a noi occidentali, lontana.
Citazioni a raffica da Raimi a Miike, da Fulci a Tsukamoto (nell’incredibile finale), da Rodriguez a Sato. Ottime le interpretazioni di tutto il cast, con in evidenza la giovane e camaleontica protagonista.
Divertente e veloce, vivamente consigliato a chi ama il genere e nutre un minimo di nostalgia per quei, benedetti, B-movie anni ’80.
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ERA UNO SPORCO LAVORO, MA QUALCUNO DOVEVA PUR FARLO.
Finalmente ho finito.
Antefatto.
Circa un mese fa, nel buio della mia magione, decisi di allietare le mie ore notturne con la visione di un Fulci d’annata (Quella villa accanto al cimitero). Già con l’acquolina in bocca mi diressi verso la mia personalissima videoteca ed iniziai a scorrere i dorsi dei DVD con l’indice destro puntato a mò di zelante vedetta. Passata in rassegna l’intera collezione e non riuscendo a trovare l’oggetto del desiderio, mi misi di buona lena, con maggiore concentrazione e impegno e rifeci il giro d’ispezione degli scaffali.
Niente.
La mia, già esigua, pazienza cominciò a vacillare e borbottando tra me e me, ma spinto dalla voglia di cinema italico d’altri tempi, diedi il via al terzo, scrupoloso, giro.
Niente.
Dal paradiso arrivarono le prime risposte di alcuni dei santi interpellati dalla mia indispettita persona. Sapevo che da qualche parte quel maledetto DVD doveva pur essere, a meno che un folletto irriverente se ne fosse impossessato.
Ultimo giro.
Il mio indice ormai vibrava alla stregua di una forcella rabdomantica, i miei bulbi oculari scorrevano i titoli dei film ad una distanza inferiore ai 2 cm, iniziai a scandire ad alta voce i titoli. Ma una volta arrivato in fondo, con la speranza che fosse proprio l’ultimo il mio film, mi dovetti arrendere con tremenda collera ed invocando ancora l’intero ordine gerarchico del paradiso.
I quattro giri d’ispezione portarono via circa un’ora del mio prezioso tempo.
Mi innervosii talmente da rinunciare alla visione di qualsiasi altro film: o quello o niente…e così fu.
L’indomani mattina, a mente un po’ più lucida (ma non troppo), ponderai su quanto accaduto e giunsi alla conclusione che fosse arrivato il momento di catalogare i film, in modo che incresciosi episodi, quali quello della notte precedente, non avessero più ad avvenire.
L’operazione è durata circa un mese (ovviamente non di continuo, ma nei ritagli di, poco, tempo).
Per prima cosa ho dato un minimo di logica sequenziale, cercando di raggruppare con criterio i film, dopo sono passato alla numerazione, attaccando sui dorsi delle etichette adesive progressive, in ultimo alla vera e propria catalogazione, creando un file excel con numero, titolo, regista, anno, nazionalità e supporto. L’estenuante processo ha, però, dato i suoi frutti.
Ho quasi 1000 film (al momento 952), dei quali il 90% horror, il restante 10% film che bisogna avere. Ho scoperto di avere qualche doppione (la vecchiaia incombe), film di svariate nazionalità e delle lacune imperdonabili…anche se questo ha una duplice scusante. Negli ultimi due anni mi sono dedicato al cinema indipendente e (o) poco conosciuto e nell’altro mio maniero ho circa 800 VHS (la maggior parte ex-nolo) che integrano i titoli in dvd…comunque credo di sopperire a tali mancanze in tempi brevi.
Sono soddisfatto del lavoro e del risultato, andava fatto.
Dimenticavo, “Quella Villa Accanto al Cimitero” è il numero 202…





























